10 consigli per vivere a rifiuti zero e non sprecare nulla

di Erika Facciolla del 24 marzo 2015

Scoprite la nostra guida su come vivere a rifiuti zero e ridurre gli sprechi in poche e semplici mosse.

Sapevate che le famiglie italiane producono, in media, qualcosa come 605 kg di rifiuti pro-capite ogni anno e che solo una piccola percentuale di questi scarti è avviata ad un corretto processo di smaltimento e recupero? Se da una parte è vero che il modo in cui i cittadini differenziano i propri rifiuti deve essere sempre più virtuoso e attento, da una parte è altrettanto vero che ridurre drasticamente ‘a monte’ la produzione di spazzatura vuol dire alleggerire l’ambiente di un bel carico di materiali di scarto.

Per riuscirci basterebbe adottare alcuni semplici accorgimenti utili a ridimensionare consumi, spese, ingombri e quindi rifiuti.

La missione ‘rifiuti zero’ parte da noi, dalle nostre case e dal nostro vissuto quotidiano. Ogni singolo ambiente domestico, il modo in cui siamo abituati a viverlo e le azioni che tendiamo a replicare di giorno in giorno, producono inevitabilmente degli scarti di varia origine a cui troppo spesso non si presta la giusta attenzione.

Leggi anche: Come produrre zero rifiuti in bagno

Quelli a seguire potrebbero sembrare dei consigli banali, in alcuni casi perfino sciocchi o poco ‘pratici’, ma se proverete ad applicarli pazientemente e un po’ per volta, capirete quanto facile possa essere alleggerire l’impatto ambientale della vostra famiglia e sostenere l’economia domestica, che in tempi di magra come questi fa senz’altro comodo. Il motto deve essere: ‘rifiutare ciò che non è necessario, ridurre i propri bisogni, riutilizzare ciò che si consuma e riciclare ciò che non può ridurre, riutilizzare o compostare.  Vediamo come.

1. Vivere a rifiuti zero: attrezzatevi di un kit di sopravvivenza.

Tenete sempre un cesto con degli oggetti che vi permettono di non avere involucri: una bottiglia d’acqua riutilizzabile (in vetro), delle borse della spesa resistenti, ampie e riutilizzabili (ad esempio quelle di stoffa) e barattoli di vetro. Questi tre oggetti costituiscono un’alternativa al monouso semplice ma efficace e oltre a ridurre i rifiuti vi faranno risparmiare soldi, tempo e spazio.

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10 consigli per vivere a rifiuti zero e non sprecare nulla: comprare sfuso

2. Acquistate dal contadino.

Comprate frutta e verdura che vengono da vicino, dai GAS, dalla cassetta del contadino a domicilio, o presa nei mercatini di rione o nei farmer’s market. Vi assicurate una qualità superiore e a km zero e un bel risparmio; potrete restituire o riutilizzare cesti, cestini, cassette e cartoni per trasportare i nuovi acquisti. In molti casi saranno proprio i rivenditori a mostrarsi ben felici di ritirare i ‘vuoti’ a rendere.

3. Acquistate alimenti sfusi.

Detersivi, acqua, latte, olio e tantissimi altri prodotti di uso comune possono essere acquistati sfusi riutilizzando i vecchi contenitori o bottiglie. Ci sono diversi negozi che vendono cibo e altri prodotti senza confezione. La data di scadenza e le etichette sono sul contenitore principale.

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Avere sempre i propri contenitori in un kit di salvezza

4. Usate pochi prodotti di pulizia.

Per la pulizia della casa, affidatevi a metodi naturali e poco costosi: sapone di Marsiglia, bicarbonato, aceto, sale e limone sono più che sufficienti a pulire efficacemente tutta la casa, disinfettare le superfici e sgrassare anche lo sporco più ostinato; così facendo, eviterete di maneggiare prodotti chimici pericolosi per la vostra salute e dannosi per l’ambiente e non produrrete altri rifiuti, risparmiando pure!

5. Meglio la cottura a pressione.

Per preparare da mangiare munitevi di una bella pentola a pressione e utilizzatela più possibile: dimezzerete i tempi di cottura di qualsiasi pietanza e non avrete bisogno di comprare cibi pre-cotti per preparare i pasti in poco tempo.

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6. Vivere a rifiuti zero: bando all’usa e getta!

La chiave per ridurre a zero i rifiuti è di rifuggire tutto quello che è monouso. Perché utilizzare tovaglioli di carta, carta assorbente a strappo, salviette di carta e altri prodotti simili se si può ovviare con tovaglioli e salviette di stoffa, panni in micro-fibra, o al più, carta assorbente riciclata e compostabile?

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Riutilizzare i vecchi lenzuoli, i contenitori e altri oggetti per le pulizie

7. Acquistate prodotti per l’igiene da riutilizzare.

Per la cura e l’igiene personale, evitate i sapone liquidi ma preferite le saponette solide. Non utilizzate rasoi usa-e-getta ma recuperate il buon vecchio rasoio di acciaio con lame intercambiabili. Insomma anche in bagno, largo al riutilizzo.

8. I vantaggi del fai-da-te.

Non sottovalutate le tante possibilità che vi offre l’autoproduzione domestica di cosmetici e detergenti: tra shampoo, saponi, balsami, burro di cacao, esfolianti, creme idratanti e tanto altro ancora, la lista dei prodotti che potete realizzare con le vostre mani senza correre al supermercato è davvero infinita.

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Fai da te dei prodotti detergenti usando solo con sale, aceto, bicarbonato e limone

9. Vivere a rifiuti zero: riutilizzate tutto.

Lo sapevate che diversi oggetti di uso quotidiano si prestano ad una nuova funzione, dopo che sono stati riutilizzati più volte? Ad esempio, gli spazzolini da denti, le vecchie spazzole e gli asciugamani e lenzuoli un po’ sbrindellati possono diventare stracci e attrezzi da riutilizzare nelle pulizie di casa per agevolare le pulizie domestiche, con zero sprechi.

10. Non buttate mai nulla se non è distrutto.

Prima di buttare un oggetto, un abito o un banale contenitore usato, domandatevi se può essere venduto, scambiato o riutilizzato, anche in maniera creativa. per dar vita a nuove funzioni o ad attività ricreative ed educative da condividere, magari con i bambini. L’arte del riciclo è una fonte inesauribile di idee e ispirazioni sempre nuove da condividere con tutta la famiglia.

Vivere a rifiuti zero? Con un po’ di impegno è possibile!

Immagini via Shutterstock.

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muttley mu marzo 24, 2015 alle 1:20 pm

Nella mia realtà privata ciò che è significativamente sovraprodotto sono le bottiglie di plastica dell’acqua potabile. Niente è stato detto di specifico per questo ambito che pure rappresenta un grossa fetta del rifiuto da imballaggio. Sarebbe facile dire che si risolve il problema banalmente bevendo acqua di rubinetto ma proprio perche banale nasconde un certo livello di superficialità. Se la gente usa l’acqua in bottiglia ci deve pur essere un motivo che non è evidentemente soddisfatto dall’uso di quella del rubinetto (come suggeriva la Litizzetto nella pubblicità COOP di qualche anno fa). Ad esempio la mia esperienza personale con l’acqua di rubinetto si è interrotta dopo un po quando ho incominciato ad avvertire dei fastidi a livello dei reni….. peramordidio, sarò stato affrettato e superficiale, ma per certe cose la razionalità lascia il posto alla paura.

Quindi la domanda è: che possibilità ci sono rispetto alle bottiglie d’acqua di plastica?

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