100% fabbisogno energetico = 1% suolo utilizzato

di Claudio Riccardi del 14 febbraio 2013

«Basterebbe meno dell’1% della superficie globale del suolo per soddisfare il totale della domanda di energia elettrica prevista nel 2050, anche se si generasse elettricità esclusivamente tramite energia fotovoltaica». Si chiude con queste parole il rapporto sulle potenzialità del fotovoltaico presentato dal WWF al recente World Future Energy Summit di Abu Dhabi.

L’indagine, realizzata in collaborazione con tre aziende del settore, ha incrociato i dati raccolti in sette aree di studio, sparsi tra Indonesia, Madagascar, Messico, Marocco, Sud Africa, Turchia e sub-continente indiano. Sette diverse testimonianze a favore dello sfruttamento dell’energia proveniente dal sole.

Secondo il rapporto, «se anche tutta l’elettricità dovesse essere generata unicamente con il fotovoltaico questo occuperebbe, contrariamente a quanto si pensa, un ammontare insignificante della superficie totale del suolo».

E si legge, ancora: «le centrali elettriche fotovoltaiche consentono il raggiungimento di notevoli benefici, tra cui un basso impatto ambientale e ritorni economici a breve termine, mentre la sostituzione della rete elettrica esistente con pannelli fotovoltaici comporterebbe una riduzione significativa delle emissioni di gas a effetto serra e di metalli pesanti, così come del consumo idrico».

FOCUS: La Danimarca ci prova: 100% di energia dalle rinnovabili entro il 2050

Quelli del “Panda gigante” sono convinti delle loro tesi, già dal 2011. La transizione, oltre che possibile, sarebbe anche vantaggiosa dal punto di vista economico, garantendo energia disponibile per tutti e prodotta in un modo che possa essere sostenibile per l’economia globale. Si dovranno affrontare numerose sfide, ma se affrontate con coraggio ed efficaci piani d’azione, governi e comparti industriali sicuramente ne trarranno giovamento, e con loro gli ecosistemi.

Giusto per cominciare, dal consesso riunito sulle sponde del Golfo Persico sono emerse alcune preziose indicazioni:

  • Sviluppare le fonti di energia rinnovabile, quelle che esistono già oggi e quelle che verranno ideate nei prossimi anni, per garantire abbastanza energia pulita entro il 2050. A tutto il globo, paesi poveri inclusi.
  • Condividere e scambiare energia pulita attraverso le reti e il mercato, fare il miglior uso delle risorse di energia sostenibile nelle differenti aree.
  • Stop allo spreco di cibo. Scegliere gli alimenti prodotti in modo efficiente e sostenibile per liberare terra per la Natura, le foreste gestite in modo sostenibile e la produzione di biocarburanti.
  • Ridurre, riusare, riciclare – per minimizzare gli sprechi e risparmiare energia. Sviluppare materiali duraturi. Evitare il superfluo.
  • Garantire incentivi per incoraggiare un maggior uso dei mezzi pubblici e per ridurre le distanze per gli spostamenti di persone e merci. Promuovere l’elettrificazione ogni volta che sia possibile e  appoggiare la ricerca per l’uso dell’idrogeno per l’aviazione e il trasporto marittimo.
  • Sviluppare e applicare criteri di sostenibilità rigorosi che assicurino che l’energia rinnovabile sia compatibile con gli obiettivi ambientali e di sviluppo.

Insomma, le sfide future possono essere vinte, a patto di muoversi in una chiara direzione, a livello globale.

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