20 film green che tutti dovremmo vedere

di Luca Scialò il 22 febbraio 2014

Spesso vi abbiamo parlato di film green che trattavano delle più disparate argomentazioni ambientaliste: il riciclo dei rifiuti, i cambiamenti ambientali, l’estinzione di specie animale, ecc. In questo articolo ne abbiamo riuniti diversi, 16 per la precisione. Alcuni sono film, altri corti o documentari.  Ve ne consigliamo la visione.  Ma vediamoli di seguito.

Thread. Thread è un film uscito a fine 2013 che vuole incentivare tutti gli addetti al settore moda ad intraprendere azioni più concrete verso l’eco-sostenibilità. Oltre alla partecipazione dell’attivista di fama internazionale Vandana Sheeva, il docu-film mostra come intere piantagioni di cotone in India siano state convertite all’OGM con pesanti effetti sugli agricoltori e la vita economica della zona. Vedrete anche un confronto con un nuovo modo di creare materie prime per il fashion mediante un’intervista all’agricoltore texano di cotone biologico Carl Pepper.

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Il pianeta verde. Questo film è uscito nel 1996, nato dall’idea della regista Coline Serreau di provocare e stimolare una riflessione sul cambiamento (possibile) della nostra civiltà. La Serreau riveste anche il ruolo di protagonista nei panni di Mila.
Dopo l’assemblea che si svolge ogni inizio d’anno, Mila si propone volontaria per il viaggio verso la Terra, necessario a sondare lo stato del processo evolutivo dei terrestri. Giunta da un pianeta idilliaco e sconosciuto ai terrestri, Mila atterra nella capitale francese per imbattersi in un ambiente caratterizzato da cemento, traffico, inquinamento, vetrine per l’“esposizione dei cadaveri” (leggi macellerie), ostilità e scontrosità della gente che incontra.
Grazie ai suoi poteri di ‘disconnessione’ Mila riuscirà a modificare il modo di percepire la realtà e di comportarsi sedimentato ormai nei terrestri.

honeyUn mondo in pericolo. ‘Un mondo in pericolo’ (More Than Honey) è un documentario che pone l’attenzione sulla moria delle api, frutto di una ricerca inestimabile durata ben cinque anni in diversi Paesi: dagli Stati Uniti alla Cina, dalla Svizzera all’Australia.
Vuole portare all’attenzione globale i problemi dell’agricoltura oggi che sono la causa di moria delle api; e senza le api, non avremo più cibo.

Trashed. Questo documentario è il frutto di una collaborazione tra il celebre attore, Jeremy Irons e la regista britannica Candida Brady. Il film è un viaggio per il mondo, si toccano il Vietnam, la Francia, l’Islanda, Beirut, San Francisco, lo Yorkshire e perfino gli oceani dimostrando come il problema della spazzatura sia un argomento tristemente comune a tutti
In ogni angolo della Terra, l’attore ha potuto osservare da vicino lo stato delle cose: dall’esperienza pessima di Sidone, a sud di Beirut, dove c’è un’enorme discarica sulla spiaggia sotto lo sguardo assente dei suoi abitanti, ai progetti ambiziosi di San Francisco dove grazie al progetto Zero Rifiuti si è riusciti a raggiungere il picco dell’80% di rifiuti riciclati.

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L’economia della felicità. Un’interessante riflessione sul problema dell’economia mondiale in rapporto con la salvaguardia del pianeta è offerto da questa pellicola di Helena Norberg-Hodge, Steven Gorelick e John Page.
E’ un’analisi attenta sulla crisi economica e sui disastri causati dalla globalizzazione esaminata punto per punto nei suoi principi-base, come qualcosa che scatena la crisi dello spirito degli uomini rendendoli infelici e insicuri delle proprie capacità, accelera i cambiamenti climatici, distrugge il sostentamento e fa aumentare i conflitti. Il tema dell’economia della felicità trattato in maniera davvero esemplare.

La quinta stagione. Questa pellicola nasce nell’ambito di una trilogia iniziata con Khadak e proseguita con Altiplano. Creata dai registi Peter Brosens e Jessica Woodworth, è una metafora dell’eterna lotta fra l’Uomo e la Natura.
La trama: una misteriosa calamità si abbatte su un villaggio. Gli alberi cadono, i semi non germinano, la legna non arde, la terra è sempre più arida, le provviste scarseggiano. La trama segue lo scorrere della vita di campagna con i suoi ritmi e i suoi riti, dove improvvisamente la Primavera tarda ad arrivare. Il prolungarsi dell’Inverno sconvolge l’intero ecosistema, la natura prende il sopravvento e due adolescenti, Alice e Thomas, lottano nel tentativo di dare un senso alla propria esistenza in un mondo che sta crollando intorno a loro.

Nos-enfants-nous-accuserontDove sognano le formiche verdi. Questa pellicola di Werner Herzog (regista tedesco che più volte nella sua filmografia presenta una spiccata sensibilità ecologista) racconta la storia di una compagnia petrolifera britannica che nei territori remoti dell’outback australiano cerca di convincere un gruppo di aborigeni a lasciare libera la propria terra d’origine, così da poter trivellare a caccia del petrolio. Gli aborigeni, forti delle proprie credenze e convinzioni, si oppongono a questo spietato progetto anche se a modo loro. Una battaglia impari, dove però non è chiaro davvero chi vince e chi perde.

Genuino clandestino. Genuino Clandestino affronta il tema dei “neo contadini“, una realtà fatta per lo più di giovani produttori, sia coltivatori che allevatori ma anche pastori e artigiani che sono “fuori” dal giro della grande agricoltura, fuori dal giro delle Marche e delle grandi certificazioni e dei contributi dell’Unione Europea ma che nonostante tutto lottano per produrre prodotti Genuini secondo i metodi della tradizione dell’agricoltura contadina.

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Nos enfants nous accuseront. Questo lungometraggio del 2008 dal titolo esplicito e provocatorio (I nostri figli ci accuseranno), è basato sulla vera storia di Barjac, un piccolo paese a vocazione agricola della campagna francese nella regione del gard dove il sindaco ha imposto la conversione al biologico della mensa della locale scuola pubblica come passo concreto verso la sostenibilità, con tutte le difficoltà incontrate e le conseguenze sociali ed economiche.
Il film denuncia inoltre il tasso altissimo di malattie croniche fra i bambini dovuti all’utilizzo di pesticidi nelle coltivazioni

L’età del cemento. Questo è un film-documentario di Legambiente, il cui autore e regista è Mario Petto. Trattasi di un viaggio all’interno della Lombardia più oscura tra palazzi che spuntano come funghi, speculazioni edilizie e centri commerciali nati dal giorno alla notte.
E a commentare questo lungo percorso sono proprio le voci dei protagonisti e delle vittime di questo disastro.

electric carsRevenge of The Electric Car. Il primo film-documentario in grado di raccontare allo spettatore il vasto e inesplorato mondo dei veicoli elettrici. “Revenge of The Electric Car” (La vendetta dell’auto elettrica) è l’opera firmata da Chris Paine ed è stata presentata al Tribeca Film Festival di New York e al MobilityTech 2011. In Italia è stato distribuito nell’ottobre 2011.

A New We. Si tratta di un docu-movie (‘Un nuovo noi’) realizzato dal documentarista austriaco Stefan Wolf che esplora per la prima volta 10 eco-comunità d’Europa con il sogno di un mondo quasi perfetto, dove le persone vivono in totale armonia con la natura.
Il film – composto da due documentari della durata di un’ora ciascuno – è il frutto di un lungo viaggio del regista e del suo team attraverso l’Europa, per arrivare a comporre una mappa di eco-villaggi dove la comunità è stata in grado di adottare un modello di vita sostenibile e alternativo a quello moderno.

Viaggio alla scoperta dell’Africa con Jonathan Dimbleby. Prodotto da Lonely Planet girato nel Corno d’Africa, Etiopia, Kenya e Tanzania, è un affascinante viaggio alla scoperta degli usi, i costumi, le tradizioni e la cultura di queste popolazioni africane che si propone di svelare le peculiarità di un continente estremamente vario, sia per etnie che per cultura.
Il programma nasce con l’obiettivo di mostrare l’Africa da un punto di vista nuovo rispetto alle letture tradizionali che tendono a distorcere la realtà sotto la lente della povertà, il conflitto civile, la fame.

samsara

Il documentario Samsara

Samsara. Dalla parola sanscrita che significa ‘esistenza ciclica‘, è un documentario del 2011 che Ron Fricke ha girato per 5 anni così da documentare la realtà degli allevamenti intensivi in ben 25 Paesi.
Polli, bovini, maiali: come in altri documentari, anche in ‘Samsara’ sono questi i protagonisti inconsapevoli, vittime della crudeltà dell’uomo che li ha sottomessi a cicli industriali nei quali rappresentano solo una merce vivente.

The Cove. The cove è un film documentario molto bello realizzato dalla Oceanic Preservation Society, che affronta il tema della strage dei delfini che ogni settembre si ripete in Giappone nelle acque della baja di Taiji ma non solo.
Ecco i numeri del fenomeno: 23.000 sono i delfini che vengono sterminati nel solo Giappone ogni anno, per guadagnare dalla vendita degli esemplari più adatti ai delfinari (150.000 dollari ciascuno) o per venderne la carne (700 dollari a delfino) che è comunque altamente tossica per il mercurio che contiene (2200 parti per milione contro gli 0.4 consentiti se non sbaglio) e che viene rivenduta alla grande nei mercati Asiatici spacciandola per carne di balena.
The Cove ha vinto l’Academy Award 2010 come miglior documentario del 2010.

An-Inconvenient-TruthUna scomoda verità. Una scomoda verità (An Inconvenient Truth) è un film-documentario sul problema mondiale del riscaldamento globale, diretto da Davis Guggenheim, e avente come protagonista l’ex vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Al Gore. Si basa in larga parte su una presentazione multimediale Keynote creata da Gore e da lui utilizzata per molti anni durante la sua campagna di informazione sui cambiamenti climatici.
Il film fu presentato per la prima volta al Sundance Film Festival del 2006 e proiettato a New York e Los Angeles il 24 maggio dello stesso anno. Ha vinto il premio Oscar 2007 come miglior documentario e per la migliore canzone originale.

Biutiful cauntri. Biùtiful cauntri è un film documentario realizzato nel 2007 da Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio e Peppe Ruggiero. Affronta il tema della crisi dei rifiuti in Campania e dell’inquinamento nella regione italiana, focalizzandosi sui problemi delle innumerevoli discariche abusive, dell’ecomafia e delle conseguenze dell’inquinamento sull’allevamento, in particolare delle pecore, e sull’agricoltura, oltre a fornire degli indizi sul fatturato derivante dallo smaltimento illegale dei rifiuti.
Anticipa in tempi non sospetti il drammatico problema di quella che oggi viene riconosciuta come “Terra dei fuochi”

Il Gigante. Tratto da un romanzo di Edna Ferber (1887-1968), il film offre, attraverso le vicende della famiglia Benedict, uno spaccato del Texas della prima metà del ’900. In particolare, la trasformazione socio-economica della società texana, dovuta al passaggio da un’economia basta sull’allevamento di bestiame, ad una petrolifera, favorita e fomentata dall’esplosione della Seconda Guerra Mondiale. Una guerra assurda che però fece la fortuna dei petrolieri, tra cui Jett Rink.
Il film può essere considerato, senza esagerazioni, un kolossal, che offre una dettagliata descrizione di un’epoca, dei suoi cambiamenti nel tempo e dello scontro generazionale.

The_Straight_StoryUna storia vera. E’ un film (titolo originale “The Straight Story”) del 1999 diretto da David Lynch. La trama racconta un fatto realmente accaduto. Alvin è un 73enne che vive con una figlia diventata un pò ritardata dopo che le furono sottratti i figli a seguito di un incendio, del quale non aveva neppure colpa. Venuto a conoscenza che suo fratello Lyle ha avuto un infarto, decide di andarlo a trovare, benché i due non si parlino da molti anni. E decide di farlo con un trattore, il mezzo che usava per lavorare, essendo lui un contadino, e sebbene i 2 siano divisi da decine di migliaia di km.
Il film è un inno alle cose semplici della vita, all’importanza della famiglia, alla natura sterminata dell’America. Un lato che non siamo abituati a pensare, legati come siamo agli stereotipi che ci arrivano dalle grandi metropoli americane.

fitzcarraldo

Fritzcarraldo. Questo film rappresenta forse il più folle di Herzog, sia per la trama che per la produzione. E’ di fatti costato 8 miliardi di dollari, più tutti gli averi del regista, perfino 2 morti, parecchi feriti e ben 3 anni di lavorazione. Il risultato finale è una pellicola di grande impatto emotivo, che trasuda di realismo estremo. Un inno alla natura selvaggia, agli indigeni e alla voce di Enrico Caruso.

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