2012, un altro anno positivo per il bio italiano

di Chiara Greco del 14 gennaio 2013

Non sembra esserci crisi per il bio in Italia, a differenza di tanti altri settori.
Sebbene i prodotti naturali e biologici facciano a volte coppia, nell’immaginario comune, con l’idea di un mercato di nicchia, collegabile ad uno stile di vita “particolare” e non proprio alla portata di tutti, le indagini di mercato dell’anno appena trascorso sembrano volere confutare questo stereotipo.

Sembra infatti ribaltare questo luogo comune un’indagine commissionata da Cia, Confederazione Italiana degli Agricoltori, che rivaluta in chiave ottimistica i risultati economici del settore biologico.

LO SAPEVI CHE E’… Boom del biologico in Italia!

In occasione dell’ultimo Sana, il 24° Salone Internazionale del Biologico e del Naturale, che si è svolto lo scorso settembre a Bologna, sono stati annunciati i risultati di questo interessante sondaggio che svela delle novità per tutto il settore del biologico in Italia, novità che sembrano contrastare con la generale diminuzione dei consumi.

FOCUS: Il mercato del biologico in Italia: gli attori principali

Dai dati emerge un sostanziale aumento nei consumi per l’intero comparto del biologico, testimoniato dal 6,1% di aumento nell’acquisto di prodotti biologici in Italia per il primo semestre dell’anno e dal fatto, emerso sempre dall’indagine, che il 75% degli italiani dichiara di scegliere prodotti bio almeno una volta al mese.

Non solo aumenti degli acquisti alle casse dei supermercati però, dove in testa rimangono i prodotti biologici ortofrutticoli, mentre biscotti, latticini e carne guadagnano rispettivamente il 26, il 9,5 ed il 3,2 per cento delle vendite; l’indagine si spinge anche oltre, evidenziando un aumento anche nelle occasioni di consumo del biologico. Secondo Cia infatti, crescono in modo consistente i prodotti biologici trasformati e serviti in mense, agriturismi, ristoranti e scuole, con percentuali che superano il 20 per cento sul totale dei prodotti alimentari.

Tendenze che, secondo indiscrezioni, parrebbero essere confermate anche nel difficile scenario a livello di consumi del secondo semestre 2012.

Per concludere, l’indagine rileva che il 25 per cento delle aziende agricole avrebbe accostato alla produzione “classica” anche la lavorazione di prodotti biologici. Pare questa un’ottima occasione dunque per convertirsi agli acquisti bio, nella speranza che la maturazione di questo mercato possa portare prezzi più bassi, rendendo così i prodotti biologici finalmente più accessibili per le tasche di tutti.

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