7 proposte per l’agricoltura sostenibile del futuro

di Marco Grilli del 30 giugno 2015

Per un’agricoltura sostenibile del futuro vi presentiamo le 7 proposte di Greenpeace, che tengono conto dell’aumento della popolazione mondiale, del sempre maggiore spreco alimentare e del cambiamento climatico in atto.

Nel mondo si produce una quantità di cibo più che sufficiente a sfamare imiliardi di persone che vivono sulla Terra, eppure 1/3 della produzione alimentare è destinata alla spazzatura e 1 miliardo di individui soffrono la fame. L’attuale sistema agroalimentare, dominato da logiche industriali, sta fallendo e rappresenta un’enorme minaccia per la salute dell’Uomo e del Pianeta. La soluzione per il futuro si chiama agricoltura sostenibile, un modello dove la scienza incontra l’innovazione, pur rispettando la Natura e le persone, e garantendo cibo sano e di qualità.

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Chi spinge con forza verso questa svolta è Greenpeace, che di recente ha pubblicato il dossier “Agricoltura sostenibile: sette principi per un nuovo modello che metta al centro le persone”. L’organizzazione ambientalista si schiera contro l’eccessivo sfruttamento delle risorse, che sta compromettendo la fertilità del suolo, la biodiversità e la qualità delle acque. Il sistema agricolo oggi vigente, basato sul massiccio ricorso a sostanze chimiche e combustibili fossili, è ormai controllato da poche multinazionali che riducono l’indipendenza e l’autodeterminazione di agricoltori e consumatori.

Oltre al venir meno della libertà su cosa e come produrre, la coltivazione di poche monocolture è all’origine di quel modello di alimentazione poco sostenibile e salutare, che  causa problemi sia di malnutrizione che di obesità. Come se tutto ciò non bastasse l’agricoltura industriale sta avendo un impatto devastante sugli ecosistemi. Non solo è responsabile del 25% delle emissioni di gas serra che provocano l’inquinamento atmosferico e i cambiamenti climatici, ma utilizza anche il 70% delle risorse d’acqua dolce (con conseguenti problemi di scarsità e contaminazione delle acque in vaste parti del Pianeta) e contribuisce alla perdita di biodiversità e agrodiversità a tutti i livelli, nonché al degrado del suolo e a quei fenomeni di acidificazione dovuti all’uso eccessivo di fertilizzanti e pesticidi.

Al contrario, l’agricoltura sostenibile o ecologica, basata sui principi di sostenibilità, equità e sovranità alimentare, tutela l’ambiente e mette al centro le persone, siano esse agricoltori o consumatori, per restituire al cibo la sua funzione primaria: quella di esser fonte di vita per tutti gli abitanti della Terra.

Vediamo ora quali sono, secondo Greenpeace, i 7 principi fondamentali di questo modello produttivo basato sulla conoscenza e scarsamente dipendente da input esterni e combustibili fossili.

1) Proposte per l’agricoltura sostenibile: sovranità alimentare

L’agricoltura sostenibile promuove un mondo dove il controllo sulla filiera alimentare appartiene a chi produce e chi consuma, non a un ristretto numero di grandi multinazionali dell’agrochimica, che ragionano secondo la logica del profitto. Devono quindi essere gli agricoltori, le comunità e le persone a definire i sistemi di produzione del loro cibo. Il principio della sovranità alimentare tende inoltre verso la parità di genere, riconoscendo il ruolo svolto dalle donne come colonne portanti delle comunità rurali, soprattutto per quanto riguarda la conservazione e l’utilizzo delle sementi, la tutela della biodiversità e delle risorse genetiche.

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2) Proposte per l’agricoltura sostenibile: sostegno agli agricoltori e alle comunità rurali

L’agricoltura sostenibile contribuisce allo sviluppo rurale e alla lotta contro la fame e la povertà, garantendo alle comunità rurali la disponibilità di alimenti sani, sicuri ed economicamente sostenibili. Con l’attuale sistema di produzione agroalimentare sono proprio le persone impegnate in questo settore quelle in maggiori difficoltà economica e con minori possibilità di accesso al cibo. L’agricoltura ecologica rovescia questo standard e persegue l’equità, dimostrando come tale modello, soprattutto quando sostenuto a livello politico, sia conveniente, tuteli i diritti e riesca ad assicurare stabilità economica ai piccoli imprenditori agricoli, con positive ripercussioni su tutta la comunità rurale.

7 proposte per l'agricoltura sostenibile del futuro

7 proposte per l’agricoltura sostenibile del futuro

3) Proposte per l’agricoltura sostenibile: produrre e consumare meglio

Nutrire la popolazione mondiale in continua crescita non è (solo) una questione di quantità. Bisogna capire dove e come produrre più cibo e quali interventi proporre. In generale, per aumentare la disponibilità alimentare a livello mondiale e migliorare le condizioni di vita nei Paesi più poveri, bisogna ridurre lo spreco di cibo, diminuire il consumo di carne e minimizzare il consumo di suolo per la produzione di agro-energie. Pratiche sostenibili dovrebbero aiutare ad aumentare le rese nelle regioni scarsamente produttive, mentre nelle aree più progredite non si dovrebbe mirare a un aumento delle quantità di cibo, bensì alla riduzione degli sprechi alimentari, del consumo di carne e delle superfici destinate alla produzione di agroenergie.

Tentare di aumentare i raccolti ovunque e comunque non rappresenta una soluzione efficace. Farlo negli USA, ad esempio, dove una vasta porzione di mais viene destinata alla produzione di biocarburanti, non avrebbe nessuna ripercussione positiva per gli agricoltori africani o asiatici.

L’obiettivo di aumentare le rese a livello globale, fatto proprio da grandi aziende e settori della politica, non costituisce la risposta giusta alla lotta alla fame. Urge invece ripensare ai nostri modelli di produzione e consumo. Considerando che un sistema agroalimentare migliore è quello dove diminuisce a livello globale la produzione e il consumo di prodotti di origine animale, e agli allevamenti sostenibili vengono riservate le terre e le risorse non impiegate per l’alimentazione umana.

agricoltura sostenibile

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4) Proposte per l’agricoltura sostenibile: biodiversità

Agricoltura sostenibile significa varietà e diversità, dal seme al piatto, passando per l’intero paesaggio agricolo. La biodiversità coincide con l’esaltazione dei sapori e un’alimentazione migliore e più sana. L’attuale modello agricolo punta invece sulle monocolture, che reclamano l’utilizzo di vaste superfici per distese di piante geneticamente uniformi, riducono al minimo i servizi ecosistemici e impoveriscono la dieta, che diventa meno salutare e nutriente. L’agricoltura ecologica, all’opposto, contribuisce a proteggere gli habitat naturali che presiedono alla tutela della biodiversità, sfruttando i servizi offerti in cambio dalla Natura, quali ad esempio la maggior varietà delle colture, le sostanze nutrienti, la rigenerazione del suolo e la proliferazione dei nemici naturali dei parassiti. La tecnologia moderna si abbina alla conoscenza e all’esperienza degli agricoltori, per sviluppare nuove e migliori varietà di semi, che aiutano a produrre più cibo in un contesto di rapidi cambiamenti climatici. Il tutto senza lasciar spazio né agli OGM né ai pesticidi chimici.

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5) Proposte per l’agricoltura sostenibile: suolo sano e acqua pulita

L’agricoltura sostenibile ripudia l’utilizzo delle sostanze chimiche e protegge il suolo da fenomeni di erosione, inquinamento e acidificazione. Questo perché mantiene o sviluppa la componente organica del terreno (ad esempio compost o letame), alimentando la varietà degli organismi presenti al suo interno. Al contempo questo modello produttivo ecologico protegge l’acqua dall’inquinamento e mira a farne un uso il più efficiente possibile. Un funzione importantissima visto che proprio l’agricoltura è l’attività economica che più contribuisce all’inquinamento delle risorse idriche.

6) Proposte per l’agricoltura sostenibile: un sistema sostenibile di controllo sui parassiti

L’agricoltura sostenibile permette agli agricoltori di tenere sotto controllo infestanti e parassiti senza ricorrere ai costosi pesticidi chimici, che sono nocivi per suolo, acqua ed ecosistemi e compromettono la salute di agricoltori e consumatori. L’agricoltura industriale ricorre invece all’uso massiccio di erbicidi, fungicidi e insetticidi, costringendo gli agricoltori a una forte dipendenza dalle multinazionali che commercializzano questi prodotti, col conseguente verificarsi di numerosi casi d’indebitamento. Risultato: contadini sempre più poveri e in bolletta, che spesso sono costretti a interrompere le proprie attività, con costi sociali rilevantissimi.

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7) Proposte per l’agricoltura sostenibile: sistemi alimentari resistenti

L’agricoltura sostenibile punta sulla diversità (sia nei campi che in Natura) e rafforza il settore primario, rendendolo resiliente agli imprevedibili cambiamenti climatici in corso di intensificazione. Un suolo ben curato e ricco di sostanza organica, infatti, trattiene meglio l’acqua in caso di siccità ed è meno incline all’erosione durante le alluvioni. Per gli agricoltori diversificare le produzioni significa poi avere varie fonti di guadagno, che garantiscono una maggiore sicurezza in questo periodo di difficoltà economica globale. Con l’agricoltura ecologica diminuiscono inoltre le quantità di gas serra in atmosfera, responsabili del riscaldamento globale. Il ciclo dei nutrienti, la fissazione dell’azoto e la rigenerazione del suolo abbattono le emissioni di CO2, tanto che questo modello produttivo amico della natura risulta uno dei migliori strumenti per contrastare i cambiamenti climatici.

Come abbiamo visto, tanti motivi confluiscono in un’unica soluzione per assicurare il cibo a una popolazione mondiale in crescita: lo sviluppo dell’agricoltura sostenibile, per produzioni più sane, eque e rispettose dell’ambiente.

Immagini via shutterstock.

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