A Bologna proposta-choc: parco-giochi con il ticket

di Erika Facciolla del 29 gennaio 2013

Un giro in altalena? Potrebbe costare caro ai bambini bolognesi visto che il comune della città felsinea ha in mente di privatizzare aree e spazi pubblici dedicate al gioco dei più piccoli. Una proposta-choc che ha già suscitato l’ira e le proteste di molti cittadini.

Alla base del paventato provvedimento ci sarebbero i danni procurati dai vandali al verde urbano che, stando alle stime, ammonterebbero a 800.00 euro all’anno.

Così, un giro su scivoli e altalene potrebbe costare 1-2 euro; una specie di ‘ticket’ che si affiancherebbe ad altre soluzioni al vaglio di tecnici e assessori, tra cui l’autogestione da parte delle famiglie oppure la ricerca di sponsor .

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Che la decisione sia mal digerita dai bolognesi è comprensibile. Tuttavia, da Palazzo D’Accursio, l’assessore all’Urbanistica Patrizia Gabellini ha spiegato con maestria da docente universitario erudito che un provvedimento in tale direzione dovrà essere preso poiché il Comune non riesce più a sostenere le spese per la manutenzione straordinaria dei parchi pubblici.

In una prima fase, il Comune procederà a tracciare la mappa delle aree verdi più frequentate e facilmente accessibili così da ottimizzare le risorse riducendo la dotazione di giochi nelle aree meno (è il caso di dirlo) ‘gettonate’. La privatizzazione rimane una soluzione concret, ma c’è chi propone di affidare a gruppi di genitori o sponsor la gestione dei giochi in cambio di pubblicità o di dotare le famiglie di tessere magnetiche per l’ingresso nelle aree adibite al gioco in modo da scoraggiare altre frequentazioni.

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Le possibilità di far giocare i bambini nel già esiguo verde pubblico si stanno sempre più assotigliando. Pur di far cassa, i nostri figli dovranno restare chiusi in casa a guardare la TV e giocare, piano, per non disturbare i vicini, e così ingrassare, allontanandosi da quei semplici giochi di movimento tipici della loro età. E non potranno più scoprire che anche l‘aria aperta e la natura fanno parte della vita.

Sarà sempre più difficile educarli ad essere dei futuri cittadini eco-sensibili.

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