A Fukushima pesce ancora contaminato

di Luca Scialò del 30 novembre 2012

A oltre un anno e mezzo dal disastro nucleare, a Fukushima Daiichi quasi metà del pesce al largo della centrale nucleare è ancora contaminato, giacché contiene troppo cesio. A rivelarlo è una ricerca del biologo marino Ken Buesseler.

Secondo lo studio Fishing for Answers off Fukushima, pubblicato sulla rivista Science, la contaminazione è dovuta in particolare alle radiazioni accumulate sui fondali marini: una conseguenza del fallout radioattivo dell’incidente, riversatosi per l’80% nell’Oceano Pacifico.

Ma anche del fatto che, per raffreddare ciò che rimane dei reattori, ogni giorno vi si versano sopra diverse tonnellate di acqua, destinate ovviamente a finire in mare. Gli effetti del disastro, per lo scienziato americano, non sono dunque da considerare solo “a lungo termine”, ma anche da “monitorare molto bene nei decenni a venire”.

Un problema ambientale, ma anche ovviamente economico. L’industria ittica nipponica ha perso su tutti i fronti: a livello di esportazioni, nell’ultimo anno si è visto un calo del 7,4%; per quanto riguarda il mercato interno, invece, gran parte dei giapponesi, fra i maggiori consumatori pro capite di pesce al mondo, ancora non si fida ad acquistare prodotti locali.

Del resto, molte cose sono state taciute dal governo nipponico sulle cause dell’incidente e sui danni da esso provocati. Dunque nelle persone c’è molta diffidenza.

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