A Varese arriva impianto per smaltire rifiuti chimici e farmaceutici.

di Luca Scialò del 23 luglio 2013

Tra poco Castellanza, cittadina tra Varese e Milano, rischia di trasformarsi in un polo per lo smaltimento dei reflui chimici e farmaceutici. Per la precisione, 175.000 tonnellate di rifiuti classificati come “pericolosi” e prodotti nel norditalia. E grazie ad uno snodo ferroviario già esistente, i rifiuti potrebbero provenire anche da altre aree italiane e non.

Responsabile del progetto è Elcon Recycling, una società proprietaria di una tecnologia per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti liquidi (pericolosi e non), soprattutto scarti di aziende chimiche e farmaceutiche.

L’impianto dovrebbe essere grande 10.000 mq e trovare posto su di un’area densamente abitata, già interessata da numerosi insediamenti industriali, discariche, un aeroporto internazionale e un intenso traffico che ne fa una zona in cui l’aria è estremamente inquinata. Aggiungere liquami e fanghi, dallo smaltimento dei rifiuti chimici a poche decine di metri da scuole, cliniche, case e centri commerciali sembra non contare.

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Il vero problema sembra essere che l’area è esente dal vincolo ambientale del d.lgs 42/04 in cui è prevista la tutela dei fiumi., facebdone un sito ideale per questo genere di impianto. I timori degli abitanti sono legati alla tecnologia utilizzata da Elcon, che secondo loro non garantirebbe “l’abbattimento degli inquinanti e delle sostanze nocive immesse in aria e in acqua”.

E poi c’è il traffico, perché a regime si prevede l’arrivo di 500 tonnellate al giorno di rifiuti pericolosi pronti per essere trattati e distribuiti su 30 mezzi pesanti. Il tutto, in pieno centro abitato.

Si salvi chi può!

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