A Will for the Woods, un film sul funerale green

di Luca Scialò del 13 agosto 2014

A ferragosto uscirà nelle sale cinematografiche americane un documentario molto particolare, dal titolo: “Un testamento per il bosco” che parla di funerale green.

Autori sono Amy Browne, Jeremy Kaplan, Brian Wilson e Tony Hale; i quali si sono valsi della presenza scenica di Clark Wang, musicista, ballerino folk e psichiatra. Un personaggio poliedrico che sta combattendo contro un cancro maligno, allo stato terminale.

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La pellicola viaggia su tre tipi di binari: la spinta ambientalista, la vena umoristica e un sottofondo drammatico. Ha vinto già due premi al Full Frame Festival. E’ un film inconsueto che parla della cosiddetta “sepoltura verde” (o ecologica se preferite), più rispettosa dell’ambiente e meno costosa rispetto a quella tradizionale, che si carica di costi inutili quali legni e metalli costosi per la bara.

Nel green burial non sono previsti combustibili fossili come accade invece per la cremazione, ma bare biodegradabili o carenature. Le tradizionali urne da porre nelle colombaie di un cimitero e pagarne l’affitto al Comune per anni, sono sostituite dal bosco o dal parco, dove una semplice pietra indica il nome e le date di nascita e morte. Come si faceva un tempo, insomma.

L’idea è venuta al produttore newyorkese Amy Browne, che ha guidato un progetto amatoriale a partire dal 2009, quando ha scoperto da sua sorella il crescente uso di sepolture alternative. Il tutto è iniziato quando ha partecipato a un funerale in Texas. Qui ha incontrato Joe Sehee, fondatore e direttore esecutivo del Consiglio per una sepoltura verde, impegnato nella lotta contro le sepolture tradizionali.

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Gli altri compagni di viaggio per questo documentario li hanno trovati a Durham, North Carolina: ossia il già citato Clark con sua moglie Jane Ezzard, un’infermiera psichiatrica con una risata contagiosa, il gusto per la musica di Jimmy Cliff e un compagno amorevole. Clark appunto.

Il film ruota dunque sulla loro vita privata: dal primo ballo quando si sono conosciuti, alle cure per la malattia di Clark, fino alle sue visite finali con la famiglia a Ann Arbor. Ci sono anche i contributi di Dyanne Matzkevich, una specialista di gestione e di pianificazione in due cimiteri della Carolina del Nord che coglie l’attenzione di Clark, suggerendogli la sua sepoltura “green” nei Pine Forest Memorial Garden, situati nella Wake Forest.

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Il film ricorda un’altra pellicola simile: “The Big C“, in cui Cathy Jamison, interpretata da Laura Linney, segue un percorso simile a quello di Clark, sebbene senza sepoltura green.

Colpisce ad esempio la visita di Clark a un falegname che gli produrra la bara ecologica, di legno ma fatta in casa e si concede pure una battuta volendo un cuscino visto che sarà sdraiato lì per molto tempo. Ma a parte l’umorismo, il film ha ovviamente anche risvolti drammatici.

A Will for the Woods, il titolo originale dura complessivamente 93 minuti, sebbene il materiale raccolto sia stato di ben 4 ore. Il produttore Browne ha convocato i registi Tony Hale e Brian Wilson per vagliare il materiale, e non è stato facile scremarlo di quasi 3/4 ma il risultato finale li ha soddisfatti tutti.

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Questo piccolo film vuole contribuire a dare una consapevolezza maggiore alle sepolture “green”, mostrando 40 luoghi di sepoltura verde sparsi in tutta l’America; toccando anche il cuore grazie alla storia di Clark e al suo umorismo, nonostante tutto.

Speriamo che arrivi anche in Italia, magari in autunno…

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