Gli abiti, come noto, sono prodotti a partire da fibre vegetali o dal manto degli animali.
L’abbigliamento biologico ha fibre che vengono trattate con sostanze naturali e a basso impatto ambientale.
Fondata nel 1972 per supportare e promuovere l’agricoltura biologica, l’IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements), nel 1998 ha pubblicato gli Standard per il Tessile Biologico per avere una base comune da utilizzare sui mercati internazionali. Anche l’Italia segue questi standard , che si snocciolano in numerosi punti che ne assicurano la provenienza biologica.
I vantaggi: in generale, abbiamo un più basso impatto ecologico durante il processo di crescita e trasformazione delle fibre naturali in tessuti e oggetti. Le fibre naturali devono essere state coltivate e certificate da agricoltura biologica, anche se l’uso di alcuni elementi chimici durante le fasi di trasformazione è ammesso nel caso in cui non ci sia un sostituto biologico, ma comunque è ridotto al minimo ed utilizzando sostanze sostenibili per minimizzare l’impatto sulle persone e sull’ambiente. Inoltre, vengono adottate politiche ambientali quali riciclaggio, risparmio energetico, nei siti di produzione; ed ancora si usano detergenti, sgrassanti e saponi biodegradabili. Qualsiasi accessorio non biologico, come bottoni, cerniere lampo, filo elastico deve essere sulla lista degli accessori approvati e non contenere nichel.
Ma come riconoscere l’abbigliamento biologico e naturale? Dalle etichette.
Le etichette che troviamo applicate su questi capi sono:
• 100% Biologico” (o “100% Organic” in inglese)
I componenti sono biologici certificati, compreso il filo per cucire, e sono stati seguiti tutti i criteri di trasformazione degli standard.
• Biologico(o “Organic” in inglese)
Perlomeno il 95% (in peso) delle fibre devono essere biologiche certificate e devono essere applicati tutti i criteri di trasformazione degli standard. Per il 5% restante le fibre possono essere non-biologiche o sintetiche purché non si trovino nella lista delle fibre tossiche non consentite.
• Fatto con fibra biologica (specificando quale fibra)
Almeno il 70% (in peso) del capo è stato prodotto con fibre coltivate o allevate biologicamente.
Da notare è che i produttori seguono il modello del biologico tessile, volontariamente ma è obbligatorio che si sottopongano ai controlli per poter utilizzare ciascun marchio di garanzia.
Questi capi oggi li troviamo, in alcuni negozi specializzati ma per lo più in rete, dove vi sono molte aziende che stanno divulgando la cultura dell’abito che aiuta la natura e che ritorna alle tradizioni, si spera in incentivazioni in questo campo, ma per ora la strada è ancora lunga e sconosciuta ai più.











