Abruzzo, una bella piattaforma petrolifera davanti al futuro parco

di Luca Scialò del 28 marzo 2013

“Un regalo ai petrolieri dall’uscente Governo Monti”, lo ha bollato il WWF. Il 25 gennaio scorso è arrivato il parere favorevole della commissione di valutazione d’impatto ambientale e strategico al progetto della Medoilgas Italia, società del gruppo inglese Mediterranean Oil & Gas: una piattaforma petrolifera con tanto di raffineria galleggiante annessa.

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Sarà realizzata a 6 km dal futuro Parco Nazionale della Costa Teatina, in una zona incontaminata sulla costa abruzzese; un parco già in programma da 12 anni. Certo, l’iter non è ancora concluso: il nulla osta definitivo dovrà essere firmato dai nuovi ministri dell’Ambiente e dei Beni Culturali per poi ottenere il definitivo via libera dal quello dello Sviluppo Economico. Il quale però nel giugno del 2009, come ricorda la Mediterranean Oil and Gas, aveva già concesso l’approvazione tecnica.

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La piattaforma petrolifera sarà operativa come da contratto per 24 anni ed estrarrà petrolio e gas dai fondali marini. In prossimità delle trivelle verrà ancorata inoltre una nave serbatoio di 33 metri di larghezza per 352 di lunghezza, su cui avverrà lo stoccaggio e la desolforazione degli idrocarburi. Ed è proprio il cosiddetto primo trattamento degli idrocarburi ad allarmare associazioni ambientaliste, amministratori locali e persino la Chiesa.

Soltanto la fiaccola di cui è dotato il serbatoio galleggiante, bruciando il gas separato dal petrolio grezzo, emetterebbe ogni giorno nell’aria qualcosa come 14 tonnellate di fumi inquinanti.

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Ma ci sono anche le responsabilità degli amministratori locali. Il Governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi, che oggi tuona contro la piattaforma, pure ha le sue colpe. Come si legge sul decreto Via del Ministero dell’Ambiente, “seppur sollecitata, la Regione Abruzzo non ha fatto pervenire il proprio parere di competenza”. Stesso dicasi dei Comuni interessati, che non hanno alzato la voce.

Ultima curiosità. La piattaforma prende il nome da un comune pesce della zona: l’ombrina. Chissà però quanti ne ucciderà.

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