Acido Polilattico (PLA): che cos’è e a cosa serve

di Jessica Ingrami del 8 ottobre 2016

Scopriamo le caratteristiche dell’acido polilattico o PLA, un poliestere termoplastico ottenuto a partire dal mais, che è stato tra le prime bioplastiche ad essere commercializzate e impiegate su larga scala.

Il PLA, o Acido Polilattico, è stata la seconda bioplastica commercializzata e venduta su larga scala. Deriva dalla macinazione del mais ed è da considerarsi biodegradabile, anche se necessita di precise condizioni per innescare il processo di decomposizione.

Acido polilattico proprietà caratteristiche

Il PLA ha una notevole ripresa di umidità, questo influenza la sua biodegradabilità. Il materiale si decompone rapidamente sopra i 60° di temperatura, in condizioni di umidità elevata. Infatti, in un impianto di compostaggio a 60°, una coppetta di yogurt si biodegrada in 47 giorni. Purtroppo, questo enorme valore aggiunto si perde se il PLA viene riciclato insieme alla plastica tradizionale.

Acido polittico: impieghi e prospettive

Attualmente, il 70% di acido polittico o PLA viene impiegato negli imballaggi di pane, latte, succhi, acqua, profumi, detergenti, grassi e olii. L’acido polilattico è però risultato essere non idoneo per contenere liquidi caldi a causa della bassa temperatura di rammollimento.

L’impiego in altri settori è in via di sperimentazione. Questa bioplastica presenta costi ancora troppo elevati, nel caso del settore agricolo, o prestazioni non ancora ottimali, nel caso di quello edile.

Nel settore auto, Toyota ha creato miscele di PLA con fibre per i rivestimenti interni e le guarnizioni, mentre non vi sono ancora buone notizie per le parti esterne.

acido polilattico

Toyota ha creato rivestimenti interni per auto usando proprio l’acido polilattico

Più avanzate, invece, le applicazioni dell’acido polilattico nel mondo informatico. Fujitsu già produce stampaggio ad iniezione tasti delle tastiere e case di computer, mentre Sony ha iniziato a produrre case di apparecchiature elettriche con l’85% di PLA.

La più recente innovazione, prodotta da un’azienda giapponese, è il primo compact disc interamente in PLA. Il singolo elemento necessita di 85 grani di mais. Teoricamente, quindi, con una pannocchia potrebbero essere prodotti ben 10 cd.

Molto interessante, infine, la versatilità di questo materiale anche per tutte le realizzazioni in stampa 3D.

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