Acqua=bene comune: guida al referendum contro la privatizzazione dell’acqua

di Salvo il 22 marzo 2011

Nel 2010, il governo ha varato una norma che costringe le aziende pubbliche a dismettere buona parte del loro capitale a favore dei privati entro il 2011. Da anni, una grande coalizione sociale e cittadina cerca, invece, di difendere la gestione pubblica dell’acqua promuovendo il controllo e la partecipazione diretta dei cittadini alle decisioni su un bene comune di vitale importanza.

Questo movimento, in vista del referendum del prossimo 12 giugno, ha dato vita al comitato “2 SI’ per l’Acqua Bene Comune”, al fine di informare tutti gli italiani del pericolo che corrono. RICORDIAMO CHE ESSENDO I REFERENDUM ABROGATIVI PER DIRE NO ALL’ACQUA PRIVATIZZATA DOVRETE VOTARE SI

Il motto del movimento implica che tutti si sentano chiamati a schierarsi, a partecipare e a condividere, dal momento che partiti, multinazionali, banche e imprenditori stanno cercando di mettere le mani sulle aziende pubbliche dell’acqua e sui rubinetti di milioni d’italiani.

Il movimento si batte da anni per una gestione dell’acqua pubblica, partecipata e democratica, difendendo in tutti i modi possibili l’acqua dagli speculatori, dal mercato e dagli interessi privati.

Il movimento si batte contro la logica del mercato e vuole che a decidere in proposito sia il pubblico cittadino. Al suono dello slogan ‘Vogliamo l’acqua e il sole, mica la luna‘ il comitato referendario “2 Sì per l’acqua bene comune” ha lanciato in questi giorni una manifestazione nazionale che si terrà il prossimo 26 marzo, a Roma.

Obiettivo della mobilitazione è ottenere una partecipazione massiccia ai referendum su acqua pubblica e, anche, sul nucleare, ma anche la richiesta al governo di impegnarsi per fare coincidere la data dei referendum a quella delle elezioni amministrative per evitare di sprecare 400 milioni di euro, in un periodo di tagli indiscriminati a scuola pubblica, sanità e cultura.

Il 26 marzo saranno le bandiere blu con la goccia ‘acqua=bene comune’ a colorare il corteo che partirà alle ore 14 da Piazza della Repubblica, a Roma, un segno che gli organizzatori invitano ad esporre anche dalle finestre delle proprie abitazioni fino alla data dei referendum.

Il presidente del Comitato, Paolo Carsetti, in occasione della presentazione della manifestazione, ha denunciato i rischi che si corrono dalla privatizzazione dell’acqua. Per fare un esempio, egli ha dichiarato che sovrapponendo “la mappa dei 128 comuni che hanno denunciato la presenza di arsenico nell’acqua, con quella delle privatizzazioni dei servizi si può facilmente vedere che coincidono”.

Una preoccupazione che vale sia nella fase di emergenza che in quella di stabilità. “L’ingresso di interessi privati nella gestione di beni comuni è inaccettabile e con il referendum vogliamo affermare la volontà degli italiani per far ritornare l’acqua nell’ambito che le compete, – annuncia Carsetti – ossia come diritto umano universale e bene comune, e abrogare quelle norme che negli ultimi 15 anni hanno portato alla progressiva privatizzazione del servizio idrico”.

Una gestione pubblica e condivisa difende il territorio di una comunità, perché proprio dai territori deve nascere la spinta al recupero e alla difesa dei beni comuni.

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