Ad un maestro italiano il Nobel dell’ambiente 2013

di Roberta Razzano del 25 aprile 2013

Come fa un maestro delle elementari italiano, che vive in una cittadina toscana con meno di 50.000 abitanti a vincere il premio Goldman ed incontrare il presidente USA Obama?

Tutto ha avuto inizio nel 1994, quando fu proposta la costruzione di un inceneritore nelle vicinanze di Capannori, un comune  in provincia di Lucca.

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A meno di 3 km dalla zona prescelta per l’impianto risiede Rossano Ercolini, maestro elementare, preoccupato per la salute dei suoi cari, dei suoi studenti ed in genere di tutti i suoi concittadini.

Da qui inizia la sua battaglia, dal desiderio di aria pulita, dal diritto di tutti a poter scegliere, dalla fiducia nel cambiamento.

La necessità di informare sulla pericolosità degli inceneritori e sulle possibilità alternative di smaltimento dei rifiuti hanno fatto si che, di lì a poco, nascesse “Ambiente Futuro” da cui è partita l’organizzazione dei cortei di protesta fino al blocco definitivo alla costruzione dell’inceneritore.

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Il maestro Ercolini aveva seguito i grossi progressi di Paul Connet, professore di chimica e tossicologia, presso la St. Lawrence University di New York, fatti con il piano “rifiuti zero” già applicato alla città di San Francisco, ed ha convinto l’amministrazione comunale, i suoi concittadini e le istituzioni nella possibilità di realizzare questo piano anche nella piccola Capannori.

Per questo motivo il comune decise di affidare al maestro elementare il compito di organizzare un nuovo piano per lo smaltimento dei rifiuti e, ad oggi, Capannori è il primo Comune italiano che, aderendo al network di “Rifiuti Zero”, ridurrà quasi del 100% la produzione di rifiuti entro il 2020.

Da qui la scelta della Fondazione Goldman di premiare Rossano Ercolini con quello che viene considerato il  “Nobel” per l’ambiente, un riconoscimento che, in 15 anni dalla sua nascita, non era mai stato conferito a nessun italiano.

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Insieme con lui, il riconoscimento per il 2013 e’ stato assegnato ad altri sei paladini del Pianeta, provenienti da Colombia (Nohra Padilla), Indonesia (Aleta Baun), Iraq (Azzam Alwash), Sud Africa (Jonathan Led) e Usa (Kimberly Wasserman) che, prima di volare a San Francisco per la cerimonia di consegna si sono fermati a Washington, alla Casa Bianca, dove sono stati ricevuti dal presidente Obama, da sempre attento ai temi ecologici e ambientali.

Di fronte all’improvvisa attenzione dei media e alle tante domande, il maestro Ercolini ha commentato: ”E’ stata una grandissima soddisfazione per me stesso e per i sacrifici ripagati oltre le mie aspettative. Ora sono ansioso di riabbracciare i miei concittadini, con cui ho condiviso questa battaglia. Con questo premio saranno più forti le ragioni di noi tutti”.

Speriamo che tutto questo sia d’esempio per molti altri Comuni e che la rete di “rifiuti zero” si ingrandisca sempre di più.

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