Adesso è l’inquinamento la prima causa di tensione sociale in Cina

di Marco Grilli del 26 marzo 2013

Una fitta e densa coltre di smog sta imprigionando la Cina e Pechino, la sua capitale, con conseguenze devastanti per l’ambiente e la salute. Le immagini satellitari parlano da sole: la capitale cinese scompare sotto una minacciosa nuvola grigia. D’altro canto, i suoi abitanti sono ormai soliti girare in città con le mascherine anti-smog. Decenni di urbanizzazione selvaggia e massiccia industrializzazione hanno portato a questa critica situazione, tramutatasi in un vero allarme sociale.

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E’ quanto emerge dalle parole di Chen Jiping, membro di spicco del Comitato per gli affari politici e legislativi del partito, che in una recente ‘confessione’ ai media ha riferito che l’inquinamento ha preso il posto delle dispute territoriali come prima causa delle tensioni sociali nel Paese.

La popolazione pare ormai conscia dei pericoli dello smog e si batte per aver sempre più voce in capitolo nelle scelte strategiche che riguardano la salvaguardia dei beni comuni, quali l’acqua, l’aria e il suolo.

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I disordini connessi alle questioni ambientali sono così raddoppiati dal 2006 al 2010, con  circa 30-50.000 episodi all’anno in tutto il Paese. Le voci di protesta sfruttano internet come megafono, raggiungendo spesso gli obiettivi prefissati. E’ il caso della città di Qidong, dove le manifestazioni degli ambientalisti hanno costretto le autorità a rinunciare al progetto di un oleodotto altamente inquinante.

La combustione del carbone, ancora massima fonte per la produzione di elettricità in Cina, resta la principale causa dell’inquinamento nel Paese, tanto che la densità delle particelle fini di smog al di sotto dei 2,5 micrometri (PM 2,5) – quelle particolarmente nocive per la salute – ha raggiunto a Pechino i 234 microgrammi per metro cubo, quando l’Organizzazione Mondiale per la Sanità raccomanda di non superare la soglia dei 25!

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Le autorità cinesi, data anche la pressione mediatica, paiono oggi più sensibili al problema dell’inquinamento, tanto che il nuovo premier Li Keqiang ha fatto presente la necessità di bilanciare lo sviluppo economico del Paese con la tutela dell’ambiente.

Nonostante gli sforzi per una maggior trasparenza e per la riduzione delle emissioni inquinanti, resta però ancora molto da fare per squarciare quella cortina di smog che attanaglia la popolazione.

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