Agricoltura e orti urbani per socializzare e condividere tra cittadini

di Luca Vivan del 27 febbraio 2015

Servono gli orti urbani per socializzare: questa è una realtà che forse salta meno agli occhi ma fa parte dei benefici della coltivazione di spazi incolti in città.

Gli orti urbani sono un fenomeno in crescita in tante parti del mondo, sono spazi sottratti all’incuria, spesso in zone degradate delle città che grazie alla passione di associazioni o gruppi di amici diventano luoghi dove crescere cibo salutare ma anche relazioni umane. Molti studi di urbanistica e sociologia dimostrano che laddove cresce bellezza c’è anche maggiore armonia sociale.

In Italia sono sempre esistiti spazi agricoli all’interno delle città, tanto che anche un luogo che appare fatto unicamente di pietra come Venezia aveva i suoi orti. La coltivazione di ortaggi e frutta in città divenne fondamentale durante la seconda guerra mondiale per sostenere i ceti meno abbienti messi a dura prove da embarghi e penuria di cibo. Con il boom economico e la cementificazione gli orti urbani si riducono.

E’ il fenomeno delle periferie-dormitorio delle grandi città del nord, dove confluisce soprattutto manodopera dell’Italia del Sud, che vede diffondersi nuovamente gli orti. I comuni cominciano a farsi carico dell’assegnazione degli spazi e delle prime forme di regolamentazione. Il primo regolamento è varato dal Comune di Modena nel 1980.

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Esistono due categorie di orti urbani, i cosiddetti orti individuali e quelli comunitari, che si declinano in varie specie, tra cui quelli aziendali.

Orti urbani

Sono numerosi gli orti domestici, spazi verdi individuali che nascono su terreni privati, su iniziativa di singoli o famiglie, dove l’esigenza è quella di disporre di frutta e verdura più sana ed economica, e che sono per lo più un hobby di chi può permettersi un giardino o un terrazzo abbastanza grandi per ospitare anche un orto.

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Orti sociali

Gli orti sociali, creati su aree più vaste e sostenuti da associazioni ed istituzioni, che nei paesi anglosassoni, dove il fenomeno ha più successo, vengono chiamati “community garden” parola che evoca la funzione collettiva di questi spazi, non solo destinati a produrre cibo sano ma a dare valore alla comunità che se ne prende cura.

L’esperimento più esteso è quello sviluppato nel quartiere dell‘East New York dove dal 1995 enti locali e organizzazioni cittadine hanno lavorato per riqualificare zone della città degradate in cui sono letteralmente fioriti numerosi giardini comunitari di quartiere. Gli esempi non mancano nemmeno in Italia, come il bando ColtivaMi che a Milano assegna 171 orti ai cittadini desiderosi di ridare vita a spazi inutilizzati, favorendo le relazioni sociali ed un uso consapevole del territorio.

Sempre a Milano, esiste il Boscoincittà realizzato e sostenuto da migliaia di cittadini volontari. Un’area di 110 ettari di boschi, sentieri, corsi d’acqua e orti urbani curato dal Centro per la Forestazione Urbana.

cena in community garden

Agricoltura e orti urbani per socializzare e condividere tra cittadini

Orti aziendali

Un’altra tipologia di orti sono quelli aziendali, sostenuti dalle imprese innovative che preferiscono vedere i loro dipendente dedicarsi al giardinaggio invece che sostenere le spese mediche di ore e ore perse a causa di malattie psicosomatiche legate allo stress. Diffusi soprattutto nella Silicon Valley, in California, sono spazi verdi di proprietà di un’azienda dove i dipendenti coltivano ortaggi frutta per sé e per la mensa comune. I risultati sono stati subito incoraggianti, infatti si è visto che le relazioni tra i dipendenti si fanno più distese, aumenta il senso di appartenenza ad un gruppo ed il livello di soddisfazione personale.

orti_sociali

Socializzare è facile in un orto urbano

L’apporto della natura, non si riduce quindi solo alla sua componente alimentare ma soprattutto a quella che sperimentiamo quando camminiamo in un bosco o anche solo quando guardiamo un paesaggio il più possibile non contaminato dall’uomo, una forma sottile di armonia che ci pervade e ci permette di liberarci dello stress e degli aspetti più competitivi che ci portano a sviluppare conflitti con chi ci è vicino. Un orto quindi, oltre a darci cibo sano ci da la soddisfazione di creare qualcosa di bello insieme agli altri.

Per maggiori approfondimenti su questo fenomeno e come partecipare all’assegnazione di un orto urbano, puoi leggere qui.

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