Akita americano, carattere e addestramento di una magnifica razza

di Rossella del 23 ottobre 2015

Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sulla magnifica razza dell’akita americano, a cui appartiene Hachikō, un cane famoso per la sua fedeltà, tanto da continuare ad andare alla stazione per molti anni dopo la morte del suo amato padrone, come era solito fare con lui.

Akita americano – Da cucciolo assomiglia ad un peluche, mentre crescendo diventa un cane forte, fiero ed elegante; stiamo parlando dell’akita americano, conosciuto anche come ‘grande cane giapponese’, una razza riconosciuta solo recentemente dalla Federazione Cinologica Internazionale.

Prima veniva infatti considerata una varietà di akita inu, una razza giapponese di cani da lavoro, utilizzati sia per la guardia che per la caccia. Viene allevato soprattutto negli Stati Uniti, dove è noto semplicemente come akita, l’unico riconosciuto dall’American Kennel Club.

Ma quali sono le caratteristiche fisiche e caratteriali di questa magnifica razza, su cui ancora si sa così poco?

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Storia dell’akita americano

Ha origine antichissime e prende il nome dalla prefettura di Akita, una regione montuosa nel nord dell’isola Giapponese di Honshū, dove questi cani erano maggiormente diffusi.

Gli akita matagi venivano utilizzati per la caccia di animali selvatici come cinghiali, cervi e soprattutto orsi; ma, a partire dal XVII secolo, anche come cani da combattimento. Proprio per aumentarne la taglia e renderli più forti, dal 1868 vennero incrociati con cani molossoidi come tosa e mastiff, che ne modificarono alcune caratteristiche originarie.

Nel 1908 i combattimenti tra cani furono vietati in Giappone, ma questo tipo di akita continuò a diffondersi a tal punto che il Governo ne scelse nove esemplari e li dichiarò ufficialmente “monumento nazionale” nel 1931.

Per preservarne la razza venne organizzato il Nihon Ken Hozonkai nella città di Ōdate; sempre nella stessa città, nel 1935, venne installata la scultura di una famiglia di akita e nel 1967 venne fondato un museo dedicato a questo tipo di cane.

La fama dell’akita americano è dovuta anche alla storia di Hachikō, appartenuto al professor Hidesaburō Ueno.

Storia di Hachiko

L’affettuoso cane aveva l’abitudine di accompagnare ogni mattina il padrone alla stazione ferroviaria di Shibuya a Tokyo e di aspettarlo lì al suo ritorno. Quando, il 25 maggio 1925, il professore morì a causa di un ictus mentre era all’università, Hachikō aveva 18 mesi.

Da quel giorno il cucciolo continuò a recarsi ogni giorno alla stazione ad aspettò l’arrivo del suo padrone fino alla sua morte, che avvenne ben nove anni dopo. In onore di Hachikō e della sua fedeltà, nel 1934 venne subito eretta una statua di bronzo a Shibuya.

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Un simpatico cucciolo di akita americano

Ma come si diffuse la notorietà degli akita negli Stati Uniti?

I primi esemplari giunsero nel Nuovo Continente grazie alla scrittrice statunitense Helen Keller che nel 1937 visitò la Prefettura di Akita e, dopo aver conosciuto la storia di Hachikō, volle prendere con sé un cane della stessa razza, Kamikaze-go, che però morì di cimurro poco tempo dopo.

Il Governo giapponese le regalò allora un secondo esemplare, chiamato kenzan-go. Inoltre, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, alcuni soldati americani portarono con sé in patria alcuni esemplari dando inizio alla diffusione dell’akita americano.

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In Giappone si cercò invece di ritornare alla morfologia originaria, quella che attualmente viene denominata semplicemente akita, utilizzando i matagi, per ripristinare il tipo spitz.

Nel 1956 negli USA una trentina di allevatori fondarono l’Akita Kennel Club, che nel 1960 cambiò il suo nome in Akita Club of America e contribuì notevolmente alla diffusione di questa razza sul suolo nordamericano.

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La statua di Hachiko, il cucciolo che continuò a recarsi ogni giorno alla stazione ad aspettò l’arrivo del suo padrone fino alla sua morte, che avvenne ben nove anni dopo

Akita americano aspetto e dimensioni

Ha una corporatura massiccia, caratterizzata da un’ossatura pesante e una costituzione solida.

Uno studio condotto da H.G. Parker sul DNA di 85 razze di cani appartenenti all’american kennel club (5 individui per razza), ha riferito che questa razza, insieme allo shiba inu e al chow chow, è quella con meno differenze genetiche rispetto al lupo grigio.

La testa è massiccia, con una forma larga e triangolare e gli occhi piccoli.  Anche le orecchie sono piccole ed erette, portate in avanti quasi in linea col dorso del collo.

Il pelo è doppio e lungo circa 5 centimetri, mentre la coda viene tipicamente portata alta e arrotolata sul dorso o sui fianchi.

Viene ammesso qualsiasi colore come il rosso, il fulvo, il bianco, il sesamo, il marrone, anche macchiato o striato; molti soggetti presentano inoltre una maschera nera.

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Akita americano carattere

Come dimostra la storia di Hachikō, si tratta di un cane molto fedele e attaccato al padrone e ai componenti della propria famiglia, ma diffidente verso gli estranei. Il coraggio non gli manca.

E’ sempre pronto ed attento a tutto ciò che succede nell’ambiente circostante ed ha un’innata capacità di problem solving che ne rivela la furbizia e l’intelligenza.

Lo contraddistingue un atteggiamento dignitoso e fiero che però, se non educato da cucciolo, rischia di non essere ben addestrabile in età adulta. Anche nel rapporto con gli altri cani tende a far prevalere la propria forte personalità e l’innato istinto dominante.

Per questo motivo è importante, sin dai primi mesi di vita, farlo socializzare con cani di altre razze e taglie.

E’ tanto riservato con gli estranei, quanti affettuoso e giocherellone con i componenti del proprio ‘branco’. Anche se liberi di scorrazzare in un giardino, preferiscono sempre la vicinanza al padrone, accogliendolo con salti di gioia e leccate ad ogni ritorno a casa. Queste caratteristiche lo rendono il ‘compagno di vita’ migliore che un uomo possa volere!

Akita americano, carattere e addestramento di una magnifica razza

Akita americano, carattere e addestramento di una magnifica razza

Akita americano prezzo

Il valore di un cane di razza particolare come questo varia in funzione della sua età, ma anche del suo tipo di albero genealogico e delle determinate caratteristiche fisiche e caratteriali che eredita geneticamente.

Si va da un minimo di 900 euro per i cuccioli anche se in media vengono chiesti 1.500 euro, ma ogni allevamento ha la sua politica di prezzo.

Inoltre la qualità e il pedigree si pagano, e caro, così come eventuali titoli conquistati dai genitori in esposizioni varie.

Per questo si può arrivare a valori ben più alti, anche intorno i 4.000-6.000 euro, per via della fama di questo cane derivata dal film con Richard Gere.

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Akita americano allevamenti

Premesso che adottare un cane in un canile è sempre la soluzione migliore, se proprio volete acquistarlo di questa razza, la presenza di alcuni documenti vi darà la misura della serietà del venditore.

Dovete sempre ottenere da chi vi vende il cucciolo, che sarà pronto per venire a vivere con voi solo dopo il 60esimo giorno di età, alcuni documenti: un microchip, il libretto sanitario dove devono essere riportati i vaccini contro le malattie virali e i trattamenti antiparassitari effettuati.

Inoltre deve esserci un contratto di vendita, in cui sia scritta la garanzia della buona salute del cucciolo e devono poter essere visibili i suoi genitori.

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L’akita è dignitoso e fiero ma va educato da cucciolo, perché rischia di non essere ben addestrabile in età adulta.

Ci sono diversi allevamenti di questa razza particolare e potete trovare dei begli esemplari in vari allevamenti, diffidate invece di chi vi vuole vendere un cucciolo, o peggio regalare, su eBay siti vari di annunci, spesso sono rubati o senza pedigree.

Devono essere allevamenti noti e titolari di affisso rilasciato dall’ENCI, l’ente cinofilo italiano, che ha una sezione dedicata proprio agli allevamenti in cui potete trovare per regione quello che fa per voi; inoltre c’è una parte dedicata agli addestratori.

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