Alimenti OGM: sono realmente pericolosi per la salute umana?

di Luca Vivan del 22 aprile 2016

Alimenti OGM: alcune riflessioni sulla pericolosità o meno degli alimenti geneticamente modificati

Il dibattito sugli OGM è più che mai al centro dell’attenzione, specialmente in seguito alle polemiche sorte negli ultimi mesi riguardo alcuni campi coltivati con mais geneticamente modificato della multinazionale Monsanto in provincia di Pordenone, in Friuli.

La questione coinvolge diversi aspetti: agricoli, economici, giuridici e politici. I pro o i contro tuttavia non possono prescindere da un discorso inerente la salute umana, se quindi i cibi modifcati geneticamente siano dannosi o meno.

Negli Stati Uniti ne ha iniziato a parlare lo scrittore Nathanael Johnson. L’apertura è semplice e forse anche scioccante: non abbiamo prove che i cibi con ingredienti OGM facciano male. Da almeno vent’anni, milioni di persone si nutrono di alimenti modificati geneticamente, senza dimostrare sintomi acuti. Per quelli più sottili, per le malattie di tipo cronico?

La risposta è difficile, perché non è facile sapere dove andare a cercare. Johnson ne parla con Margaret Mellon della Union of Concerned Scientists, l’associazione che riunisce gli scienziati “impegnati”, che si sforzano di dare un indirizzo umanitario alla scienza, evitando che sia solo uno strumento in mano alle imprese multinazionali.

Il fatto che le modificazione dei geni delle piante possano influire sulla salute degli esseri umani può avvenire anche con le sementi ibride. Il rischio che ciò avvenga con i semi OGM sembrerebbe essere più alto. Gli effetti di trasferire i geni di una lucciola in un pomodoro sono sconosciuti, perché sono frutto di una manipolazione, anche se le ultime ricerche dimostrano che le barriere tra le specie viventi non sono così rigide, esistono “migrazioni” di geni anche in natura.

Per ora non c’è alcuna certezza in un senso o nell’altro. Del resto le analisi sono molto costose e le aziende come Monsanto non hanno intenzione di investire in questo genere di ricerche.

Non esiste però nemmeno la possibilità di eliminare ogni possibile rischio. Il dibattito è più che mai aperto.

Gli steccati di tipo ideologico non aiutano ma la precauzione è sempre necessaria e forse le domande da porci sono altre: a cosa servono le sementi OGM? Ne abbiamo bisogno per sfamare il mondo, per aumentare la produzione di cibo anche in situazioni estreme? Esistono varietà tradizionali che possono essere impiegate in caso di siccità, di terreni inquinati o ricchi di sale?

Alimenti OGM: Fooducate, l’applicazione  che ti dice se un cibo ne contiene

Andando alla ricerca dei prodotti biologici come verdura e frutta bio, i consumatori hanno cercato di tutelarsi dall’assunzione indesiderata di alimenti ogm.

Ma non va dimenticato che in alcuni paesi (come gli Stati Uniti, con la futura probabile eccezione della California) nessuna legge prevede l’obbligo per le aziende del settore alimentare di indicare sulle confezioni la presenza di ingredienti modificati geneticamente.

In aiuto dei consumatori più scrupolosi è nata l’app Fooducate: un’applicazione da installare sul proprio cellulare che, oltre a fornire informazioni su una sana e corretta nutrizione, è in grado di fornire dettagli su oltre 200 mila prodotti in commercio, semplicemente fotografandone il codice a barre.

Curiosità: LeafSnap, l’applicazione che ti aiuta a scoprire le foglie

L’app si basa su un principio di approssimazione, in quanto, come detto prima, nessun produttore è tenuto a segnalare quali OGM produce.

Alimenti OGM

Alimenti OGM

Fooducate, quindi, assume siano senza ogm quei cibi che riportano sulla confezione la comunicazione di esserne privi, mentre classifica con “alta probabilità di ogm” tutti quegli alimenti che potrebbero contenerli perchè includono tra gli ingredienti soia e mais.

Uno screenshot dell’app Fooducate

Insomma, non sono proprio informazioni certe e ufficiali, ma si basano più che altro sul buon senso. In linea generale, preferire ingredienti bio e magari a km 0 è la scelta di consumo critico più sostenibile e che maggiormente mette al riparo i consumatori Italiani dagli OGM.

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