Allarme processionaria: come riconoscerla e curarla

di Elle del 21 marzo 2016

La processionaria è un insetto potenzialmente dannoso con cui uomini e animali rischiano di venire a contatto: ecco come riconoscerla e curarla.

Con l’arrivo della primavera iniziano a riaffacciarsi anche insetti che possono essere più o meno fastidiosi o pericolosi per l’uomo e per gli animali. Di certo, un insetto come la processionaria merita un’attenzione e una cautela particolare dati i suoi effetti potenzialmente dannosi. È preferibile allora conoscerla per prevenire conseguenze negative sulla nostra salute e su quella dei nostri amici a quattro zampe.

La processionaria si presenta in circa 40 specie differenti, di cui conosciamo soprattutto la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa) e la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea) perché sono tra le più comuni e diffuse in Italia ed è proprio su questo tipo di alberi che troviamo deposte le uova. Oltre che nelle regione temperate d’Europa meridionale, questi insetti sono diffusi anche in Oriente e in Africa settentrionale.

Appartenente all’ordine dei lepidotteri, la processionaria deve il suo nome al tipico modo di spostarsi sul terreno in ordinata fila indiana, come accade durante una processione per l’appunto. È facilmente riconoscibile per l’aspetto, simile a quello di un lungo millepiedi ricoperto di peli. Nello specifico, la processionaria segue lo stesso ciclo vitale delle comuni farfalle attraversando vari stadi: dalle uova deposte si schiudono bruchi (o larve), che poi si trasformeranno in crisalidi e, infine, in farfalle, ultimo stadio da insetto adulto.

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Nello specifico le larve della processionaria, lunghe da 1 a circa 3 centimetri e mezzo, si caratterizzano per il colore scuro e la fascia giallastra sul dorso in cui è evidente la presenza di peli uncinati urticanti, utilizzati come tecnica difensiva; tali peli possono facilmente attaccarsi a pelle e mucose (sia nell’uomo che negli animali) provocando una reazione allergica più o meno consistente e diversa a seconda della zona del corpo colpita.

La nascita dei bruchi in primavera costituisce pertanto un momento di cospicuo allarme sia per l’uomo che per gli animali data la potenziale pericolosità di questo insetto. Tuttavia, se l’uomo può riuscire facilmente ad evitarne il contatto diretto, per i nostri amici a quattro zampe, soprattutto i cani abituati a fiutare l’ambiente circostante per esplorarlo, può capitare più frequentemente e accidentalmente di incorrere nell’incontro con questi insetti.

Processionaria: come intervenire sull’uomo

Nell’uomo i sintomi collegati al contatto con la processionaria possono essere differenti e presentare diversi livelli di gravità: può manifestarsi, ad esempio, una forte eruzione cutanea con intenso prurito, congiuntivite, problemi respiratori fino ai casi più gravi di shock anafilattico, soprattutto a seguito di contatti ripetuti con l’insetto.

Le prime operazioni utili da compiere nel caso in cui si avvertano questi sintomi sono quelle di lavarsi abbondantemente per cercare di eliminare i peli che procurano il fastidio e togliere i vestiti che si indossavano; eventuali dermatiti o eruzioni cutanee solitamente tendono a risolversi spontaneamente entro qualche giorno, magari avendo cura di evitare l’esposizione al sole e non grattarsi nonostante il prurito; si può per questo applicare un gel astringente al cloruro d’alluminio, efficace per ridurre il prurito e prevenire eventuali infezioni secondarie dell’epidermide. In caso di sintomi sistemici gravi (senso di malessere generale, vomito, pressione bassa, dispnea) è meglio rivolgersi prontamente da un medico o recarsi al pronto soccorso. Il consulto medico è indicato anche qualora i sintomi, seppure lievi, dovessero persistere o se ad essere colpiti dall’insetto sono dei bambini.

Processionaria: come intervenire sul cane

I sintomi più comuni negli animali che hanno ingerito o inalato i peli di questo pericoloso insetto consistono in un improvviso aumento della salivazione ed un progressivo ingrossamento della lingua, che non accenna a diminuire con il trascorrere del tempo.

Le prime misure da adottare consistono nel cercare di rimuovere gli eventuali peli residui presenti nella bocca del cane sciacquandola con una soluzione a base di acqua e bicarbonato, eventualmente con l’aiuto di una siringa senz’ago; sarebbe preferibile indossare dei guanti monouso per scongiurare il contatto con parti dell’insetto. Appena possibile, inoltre, è consigliabile rivolgersi ad una persona esperta come un veterinario, che sappia come intervenire tempestivamente.

Per fronteggiare l’allarme processionaria è bene non improvvisarsi nella distruzione dei nidi che si avvistano sugli alberi ma evitare di sostare nell’area segnalare al Comune le zone infestate così da consentire una bonifica a tappeto su tutto il territorio.

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