Allevamento capre da latte: tante opportunità di lavoro

di Luca Scialò del 13 settembre 2014

La capra salverà l’occupazione? Forse no, ma sicuramente ci sono ottime opportunità di lavoro nel settore dell’allevamento capre da latte.

Il latte, importante da sempre nella storia dell’umanità ma cadutoa in disuso all’inizio del XX secolo, è tornato in auge e sta comportando la creazione di nuove imprese, soprattutto giovanili che lo propongono come alternativa al latte di mucca. Del resto il latte di capra ha buone proprietà dietetico-nutrizionali, è gradevole anche nel gusto (grazie agli acidi grassi ‘a catena corta’) ed è di gran lunga più digeribile del latte vaccino. E’ molto consigliato ai bambini e viene conservato a una temperatura di 62° al fine di lasciarne inalterate le sostanze nutritive.

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Una delle aziende che ha deciso di rilanciare il latte di capra è Valbona, di Roberto Maccaferri a Sant’Agata Bolognese (Bologna). Quest’attività alleva capre e pecore nella pianura bolognese, producendo il latte che trasforma nel caseificio aziendale in formaggi quali lo stracchino e la robiola, ma anche ricotta e yogurt. Prodotti che vende al consumatore mediante il punto vendita e i mercati di ‘Campagna Amica’. Maccaferri con la sua azienda si è guadagnato una menzione speciale agli ‘Oscar Green’, il premio per l’innovazione in agricoltura promosso da Coldiretti Giovani Impresa.

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Ma ci sono anche altri esempi. Giacomo Luigi Ruiu, di San Fedele Intelvi (Co), classe 1989, seguendo le orme del padre, ha sviluppato l’allevamento montano di famiglia in pieno alpeggio, dove ha realizzato anche un agriturismo, portando avanti un progetto di tutela della capra nera di Verzasca.

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O ancora Luca Cammarata, di Caltanissetta, che nelle campagne di San Cataldo trasforma il latte in formaggi e in yogurt, e le sue carni in salsicce caprine e di suino nero siciliano. Anche a Luca, che ha aderito ad ‘Addio pizzo’, e gli è andato un ‘Oscar Green’.

Salendo un po’ più su, in Calabria, più precisamente a Camigliatello Silano, troviamo Fattoria Biò, dove si possono assaporare ‘capriccino’ e ‘cioccaprino’, bevande alternative pensate per chi, per salute o scelta etica, non consuma latte vaccino.

Chi l’avrebbe mai detto che, complice forse anche la crisi che attanaglia l’Italia da oltre 5 anni, anche l’allevamento delle capre da latte avrebbe rappresentato un’ottima opportunità di lavoro per i giovani ricchi d’iniziativa.

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