Amianto nei treni: 400 dipendenti malati in 15 anni

di Luca Scialò del 30 gennaio 2015

C’è dell’amianto nei treni e i dipendenti si sono poi ammalati di tumori a causa di questo materiale: se ne contano 400 in 15 anni tra i dipendenti FS.

Non solo le fabbriche mietono vittime tra i lavoratori, bensì anche le Ferrovie dello Stato. Secondo i dati diramati dall’Osservatorio Nazionale Amianto emerge che il registro mesoteliomi riporta per il settore della costruzione dei rotabili ferroviari 355 casi nei 15 anni che vanno dal 1993 al 2008, morti in numero superiore alla media per mesotelioma e patologie asbesto-correlate tra i dipendenti delle FS.

Ma considerando che si registrano ufficialmente circa 40 casi l’anno, e che il conteggio è fermo al 2008, possiamo stimare altri 600 casi dal 2008 al 2015 (censiti dal centro di ricerca contro il cancro  Ramazzini di Bologna).

L’alta incidenza della mortalità colpisce sia chi viaggia che gli addetti alla manutenzione. Il motivo è da cercare nel fatto che l’amianto è presente nei motori e nell’impianto frenante delle motrici, che siano a vapore, diesel o elettriche. Ma anche le carrozze ed il trasporto merci sono coibentati con amianto spruzzato e pannelli di questo materiale. Con il passare degli anni tali lastre si sono cominciate a sfaldare, disperdendosi nell’aria, per essere così respirate sia dal personale delle FS che dai viaggiatori che attendono sulle banchine.

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I manutentori (montatori di carpenteria metallica, meccanici e saldatori e lattonieri) sono quelli che ‘vantano’ una maggiore esposizione all’asbesto, perché la fibra di amianto era applicata a spruzzo sulla superficie delle motrici e delle carrozze. Anche i tubi per il vapore e il riscaldamento erano rivestiti di amianto.

Dunque l’asbesto era ed è onnipresente sui treni. Pertanto un censimento aggiornato, visto che quello attuale si ferma al 2008, si rende necessario. E sicuramente avrebbe risvolti drammatici.

 

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