Anche fermandolo, il cambiamento climatico è una fregatura per tutti

di Claudia Raganà del 13 giugno 2013

Uno dei più grandi temi (e problemi) che riguarda le nostre generazioni ed interesserà sempre più quelle future, è il cambiamento climatico.

Questo tema è particolarmente caro ad Andrew Guzman, docente di Diritto Internazionale all’Università di Berkeley, al punto da dedicargli un libro (Overheated: The Human Cost of Climate Change).

Guzman, infatti, non si sofferma sui soli effetti ambientali che un’alterazione del clima potrebbe dare (come fa ancora buona parte della letteratura attuale), ma cerca di analizzare le conseguenze che tutto ciò potrebbe avere sugli equilibri sociali, politici ed economici.

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Inizia ipotizzando un aumento delle temperature, entro fine secolo, di circa 2°C. Un dato apparentemente non tragico. Ma cosa ne scaturisce?

Un simile surriscaldamento, porterà le zone del mondo già in difficoltà a soffrire ulteriormente la carenza di cibo e di acqua, ma soprattutto genererà un innalzamento del livello degli oceani di circa 1 metro nei prossimi 100 anni; questo costringerà milioni di abitanti delle coste ad abbandonare le loro case, dando vita al fenomeno dei “rifugiati ambientali”.

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Prendendo ad esempio una nazione come il Bangladesh, 150 milioni di abitanti, il 20% del territorio verrebbe inghiottito dalle acque; le persone costrette a lasciare le proprie case, si riverserebbero nelle città, che diventerebbero sovraffollate e causerebbero una paralisi del sistema (basti pensare alle già precarie reti fognarie).

Questo è solo l’inizio: la moltitudine di esiliati cercherebbe riparo anche oltre i confini del proprio paese, generando situazioni di crisi e di conflitto, ad esempio con la vicina India (i controlli sui propri confini sono in continuo aumento, ma per quanto tempo l’esercito indiano potrebbe respingere una simile moltitudine di esuli? E quanto velocemente una simile crisi potrebbe sfociare in un conflitto?).

Diversi e a tratti spaventosi potrebbero essere gli esiti di tali cambiamenti: minaccia di sicurezza, conflitti, pandemie, terrorismo. Tutti aspetti che ci dovrebbero portare a riflettere attentamente sul fatto che salvare l’ambiente non significa solo salvare un albero o un orso polare, ma garantire la sopravvivenza alla nostra stessa specie.

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