Anche l’esercito taglia sulla benzina per passare alle rinnovabili

di Claudia Raganà del 5 novembre 2013

L’esercito statunitense ha deciso di investire milioni di dollari per rendersi sostenibile, attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili per conseguire obiettivi di risparmio energetico.

Lo scopo non è quello di salvare il pianeta, bensì la convinzione che il risparmio di energia possa salvare la vita di molti soldati. Questo è vero soprattutto in Afghanistan, dove uno tra i compiti più pericolosi per gli eserciti dell’ONU è proprio quello di proteggere i serbatoi petroliferi, che subiscono continuamente attacchi ed esplosioni, mettendo a repentaglio la vita di soldati e civili. Questo pericolo verrebbe enormemente ridimensionato, se si usassero energie rinnovabili, oltre a renderne più semplice ed immediato l’approvvigionamento.

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Ben 7 milioni di dollari (5 milioni di euro) sono stati stanziati dal Governo statunitense per l’installazione di impianti di energia rinnovabile nei prossimi 30 anni (solare, eolico, geotermale, biomasse); questo progetto rappresenta anche un’ottima opportunità di business per numerose aziende che si dovranno occupare dell’installazione di impianti di generazione e raccolta di energia presso le basi militari USA dislocate in tutto il mondo.

Già oggi in molte basi americane in Afghanistan, gli impianti solari e fotovoltaici hanno sostituito i generatori alimentati a gasolio e i conseguenti rischi di esplosioni in caso di attacchi. Nel 2007 ci furono 338 vittime tra i soldati americani, un convoglio ogni 24 è stato preso d’assalto.

E parlando di consumi, già nel 2011 la US Army ha ridotto notevolmente l’utilizzo di carburanti, grazie all’installazione di sistemi parcellizzati di elettricità (microgrid), con generatori di dimensioni ridotte e con maggiore efficienza, che hanno consentito una diminuzione del fabbisogno energetico di oltre il 30%.

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Anche l’installazione di campi tendati con un sistema di isolamento termico più efficiente, ha contribuito alla contrazione dei consumi, come l’utilizzo di sistemi all’avanguardia per ridurre gli sprechi di acqua (ad esempio sistemi di riciclo delle acque che confluiscono negli scarichi delle docce).

La Task Force sull’energia che è stata costituita dal Governo, si prefigge l’ambizioso obiettivo di installare nei prossimi anni, in circa 80 basi dislocate sul territorio confederato, almeno 130 MegaWatt di impianti energetici rinnovabili, per arrivare, in 10 anni, a coprire il 25% del fabbisogno energetico nazionale.

Alla fine, anche l’esercito, si converte alle energie pulite!

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