ANCI e FIAB presentano un nuovo codice della strada salva-ciclisti

di Marco Grilli del 16 novembre 2013

Sognate città più vivibili, meno inquinate e intasate dal traffico, dove sia privilegiata la mobilità sostenibile? Per avverare tale desiderio occorrono importanti interventi legislativi nell’ambito del Codice della strada. In tal senso si sono mosse la Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab) e l’Associazione nazionale comuni italiani (Anci), che hanno presentato un pacchetto di proposte con importanti modifiche al Codice, attualmente all’esame della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

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Si tratta di una serie di suggerimenti utili per favorire una svolta verso la mobilità ciclistica e pedonale, garantendo maggiori tutele e diritti per coloro che lasciano le automobili in garage. Dopo la forte pressione esercitata da molte associazioni, i sindaci si son decisi a prendere posizione su un tema molto sentito nelle città italiane, elaborando questo documento che, entro dicembre, dovrebbe trovar posto nel decreto ministeriale volto a fissare le linee guida del nuovo Codice.

D’altronde, nel nostro Paese la vendita delle bici ha superato quella delle auto, ma, paradossalmente, le piste ciclabili scarseggiano e gli incidenti che coinvolgono i ciclisti sono sempre più frequenti. Misure per ovviare a tali inconvenienti risultano quindi di estrema necessità.

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Tra le proposte dell’Anci, ora all’esame ministeriale, vi sono due importanti richieste in senso giuridico. La prima riguarda la richiesta di far ricadere l’onere della prova sul mezzo pesante. In altri termini, per i meno esperti di diritto, significa che non spetterebbe più al ciclista provare i fatti che costituiscono il fondamento delle pretese, al fine di fornire al giudice gli elementi di decisione relativamente alla questione di fatto.

La seconda proposta chiama invece in causa il complicato aspetto dell’infortunio in itinere. Per l’Anci, gli spostamenti in bici per raggiungere il posto di lavoro, o per ragioni di servizio, dovrebbero esser sempre riconosciuti dall’Inail alla stessa stregua del trasporto pubblico.

Le altre misure proposte riguardano più direttamente le modalità della circolazione stradale. Ecco quindi l’idea di ridurre i limiti di velocità in ambito urbano da 50 a 30 Km/h; e la richiesta di porre fine a due obblighi: quello dell’utilizzo delle piste ciclabili e l’altro di pedalare sul bordo della carreggiata.

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Nel documento si ritrovano anche altri suggerimenti che rivoluzionerebbero il Codice della strada, rendendo le nostre città più moderne, ordinate e pulite. Si passa dal posizionamento avanzato per i ciclisti ai semafori,  dopo una loro ristrutturazione con una lanterna specifica, per consentire la precedenza ai cicli nella ripartenza; al doppio senso di circolazione permesso alle bici, senza eccezioni, nelle strade a senso unico.

Si propone anche di tracciare una corsia ciclabile in continuità nella mano destra delle strade urbane, promuovendo i parcheggi a spina di pesce nella mano sinistra, per favorire tale circolazione. Se passassero tali norme, infine, il condominio perderebbe la potestà di vietare il parcheggio per le bici negli spazi condominiali.

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In conclusione, Fiab e Anci chiedono una profonda revisione dell’arredo delle zone residenziali. Il tutto volto a favorire la circolazione dell’utenza debole, il passeggio, lo shopping e i momenti di socialità nelle strade, inducendo automobilisti e motocilisti a mantenere una’andatura prudente e moderata.

Attendiamo il decreto di dicembre, sperando che il prossimo Natale possa regalarci importanti novità in tema di  mobilità sostenibile. 

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