Ancora incidenti per l’estrazione di gas con il fracking

di Erika Facciolla del 8 febbraio 2013

Sono ancora scossi i 300 abitanti della cittadina americana di Assumption Parish (New Orleans) che qualche mese fa hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni per l’immensa voragine che si è aperta nella foresta poco distante dal centro abitato e che ha inghiottito 3 ettari (32.000 metri quadrati) di boschi.

Il buco, che ha divorato un immenso quantitativo di alberi e terra, era stato preceduto da movimenti tellurici, tremori e strane bolle in una zona paludosa vicina: allarmati da questi fenomeni innaturali, gli abitanti della comunità hanno allertato l’istituto di monitoraggio geologico degli Stati Uniti che ha subito commissionato le verifiche sul luogo.

Dall’indagine è emerso che la causa del misterioso fenomeno è ricollegabile all’attività della Texas Brine, una ditta di estrazione di gas e petrolio che utilizza la tanto discussa e criticata tecnica del ‘fracking’ o di ‘fratturazione idraulica’ che sfrutta la pressione dei liquidi per rompere gli strati rocciosi più profondi della terra.

I lavori di trivellazione e smottamento del terreno avrebbero così provocato il cedimento di una camera naturale sotterranea e il conseguente collasso che ha poi ‘mangiato’ acri di foresta. Le autorità competenti hanno sanzionato la condotta della ditta con una multa da 100.000 dollari, sia per il disastro ambientale provocato (dal terreno continuano a  fuoriuscire gas, liquidi tossici) che per i disagi arrecati alla popolazione.

L’episodio riapre il dibattito sul ‘fracking’ e sulla pericolosità di questa tecnica al centro di un’aspra polemica anche nel nostro paese dove è tornata a far discutere esperti e scienziati in occasione del terremoto che ha colpito l’Emilia-Romagna.

Leggi anche:

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *