Animali a rischio: nasce un portale per aiutare le rondini

di Erika Facciolla del 16 maggio 2014

Una rondine non fa primavera’, diceva il proverbio, con l’intenzione di sottolineare che l’apparizione prematura dell’uccello nel cielo non deve fa credere che sia effettivamente cominciata la primavera. Al di là della saggezza popolare, tra gli animali a rischio ci sono anche le rondini, da sempre simbolo della bella stagione. Il loro arrivo è salutato con gioia ed entusiasmo da grandi e piccini.

Peccato però, che negli ultimi anni i cieli sopra le campagne e le città dello Stivale si siano progressivamente spopolati di rondini e balestrucci e che l’avvistamento di qualche esemplare di una delle due specie sia diventato sempre più raro e difficile.

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Le cause di questo fenomeno sono da attribuire a diverse ragioni: in campagna, la rondine soffre per via dell’intensificarsi dell’agricoltura, mentre in città il balestruccio non trova più le cavità adatte alla nidificazione. Per questo motivo entrambi i volatili versano in uno stato di conservazione definito ‘cattivo’ e ‘inadeguato’ e in progressivo declino: basti pensare che tra il 2000 e il 2012 gli esemplari di balestruccio avvistabili in città e nei centri storici sono calati del 15-25%.

A lanciare l’allarme sono il Ministero dell’Ambiente e al Lipu, che per salvaguardare la sopravvivenza della specie e aumentare la conoscenza dei cittadini, ha lanciato una campagna sul web dal nome ‘Citizen science’, vale a dire la scienza fatta e scritta direttamente dai cittadini.

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Visitando il sito www.ornitho.it è possibile segnalare la presenza di rondini e balestrucci (o dei loro nidi) ovunque si riesca a identificarne la presenza. Uno sguardo al cielo e uno ad internet, insomma, affinché ogni cittadino possa dare il proprio contributo alla salvaguardia delle rondini e fornire dati importanti sull’attuale diffusione e distribuzione delle specie nidificanti nel nostro Paese.

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Questo ‘atlante delle rondini’, scritto e documentato attraverso il contributo di tutti coloro che invieranno segnalazioni, foto e osservazioni mediante l’apposito form presente sul sito della Lipu, fa parte di un progetto europeo che si concluderà nel 2016 con l’obiettivo di fornire uno strumento di conoscenza e di lavoro per la mappatura di tutte le specie di uccelli presenti nel Bel Paese.

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