Api urbane, i giardini e i parchi di città meglio dei campi coltivati per la loro sopravvivenza

di Erika Facciolla del 26 febbraio 2015

Il rifugio preferito dalle api, bombi, vespe e calabroni? E’ in città, immerso nel verde urbano di un bel parco, un giardinetto o un orto metropolitano. Strano a credersi, ma un recente studio britannico atto a censire la popolazione di insetti impollinatori presenti nelle aree urbane e suburbane delle principali città del Regno Unito, ha rivelato che negli ultimi anni le aree verdi in prossimità dei centri abitati di medie e grandi dimensioni ospitano molti più insetti impollinatori di quanto accada nei terreni agricoli e in campagna.

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A detta degli scienziati dell’Università di Bristol, autori della ricerca, non sarebbe soltanto un curioso vezzo delle api britanniche poiché l’habitat urbano è diventato ormai fondamentale nella conservazione e proliferazione di questi insetti in ogni angola del Pianeta.

Api urbane

Api urbane: l’aria di città non è poi così male per loro?

In città, infatti, le api si riproducono tanto volentieri quanto nelle riserve protette e nelle aree rurali, poiché la disponibilità di cibo prezioso è assicurata per tutto l’anno, soprattutto in prossimità di egli orti e dei giardini urbani che producono fiori e frutti in abbondanza in ogni stagione.

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Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings della Royal Society di Londra, è stato condotto da una equipe di ricercatori guidati dal dott. Dave Goulson, che ha dimostrato l’esistenza di molte più api selvatiche in città di quante se ne trovino in campagna.

Nelle aree verdi delle città di Bristol, Cardiff, Reading, Southampton, Leeds, Sheffield, Kingston-upon-Hull, Edinburgh, Glasgow, Dundee Londra, infatti, sono stati individuati 7.412 insetti: questo significa che sia le città che le periferie possono essere considerati cruciali per la salvaguardia degli insetti impollinatori, sempre più dall’uso massiccio di pesticidi e dal cambiamento climatico.

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