Apple inventa il vento on demand

di Claudio Riccardi del 5 febbraio 2013

Non più solo business di computer e telefonia, ora Apple punta dritto anche al settore dell‘energia eolica.  Un brevetto rivoluzionario, una mossa che suscita non poco stupore la se si considera che solo un paio d’anni fa l’azienda è stata inserita nel libro nero di Greenpeace per i suoi server assetati di carbone, e per questo estremamente inquietanti.

L’altolà degli ambientalisti e la gogna mediatica devono avere avuto il loro effetto, e così quelli della “mela morsicata” si sono dati da fare per sperimentare un sistema  – reso noto dal Patent and Trademark Office di Cupertino – che permetta di soddisfare parte del fabbisogno energetico sfruttando la forza del vento.

In condizioni normali, ma anche in assenza di correnti: è questa la vera novità del brevetto, che mette da parte il vecchio approccio vento “ergo” elettricità e, al contrario, prevede di immagazzinare l’energia di rotazione delle pale nel rotore eolico sotto forma di calore attraverso l’impiego di un fluido a ridotta capacità termica.

Il fluido, immagazzinato in un contenitore isolato termicamente, è pronto a cedere il proprio calore nel momento di richiesta energetica ad un cosiddetto “working fluid” (fluido operativo).

Uno schema del brevetto Apple

Come passaggio finale, il sistema utilizzerebbe il vapore scaturito dal working fluid per generare elettricità da immettere prontamente in rete.

Secondo la domanda di brevetto, il progetto può ridurre i costi associati alle naturali variazioni dell’alimentazione eolica.

Inoltre si propone come alternativo rispetto agli attuali sistemi di stoccaggio energetico, come le batterie agli ioni di litio o gli impianti idroelettrici a pompaggio.

In pieno stile Apple, l’approccio scelto è innovativo, e fuori dagli schemi. Ma terribilmente sensazionale.

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