Apre in Antartide la base più green mai esistita

di Martina Pugno del 15 marzo 2013

L’evoluzione e la sopravvivenza in natura dipendono in larga parte dalle capacità di adattamento delle specie. Questo principio è stato decisamente fatto proprio dall’architetto Hugh Broughton e dal gigante dell’ingegneria Aecom, che hanno esteso il principio anche in ambito architettonico per rispondere ai limiti imposti dall’ambiente antartico.

In uno dei luoghi più intatti della Terra, dove costruire significa dover aver a che fare con una base in continuo cambiamento, la capacità di adattamento è fondamentale: così, in linea con il progetto presentato dal membro dell’Archigram Ron Herron nel 1964, hanno ufficialmente preso il via i lavori di realizzazione della prima base antartica pensata come una “città mobile”, in grado di spostarsi orizzontalmente e verticalmente per rispondere alla crescita e ai movimenti dei ghiacci che costituiscono base d’appoggio per la struttura.

Si spera così che la base britannica Haley VI possa riuscire dove la precedente Haley V ha fallito: realizzata su piedi in grado di estendersi, nel giro di vent’anni la struttura è comunque stata sommersa dalla neve divenendo inutilizzabile. Il nuovo modello di città mobile della Haley VI prevede invece la possibilità, da parte della struttura, di arrampicarsi letteralmente sul ghiaccio e sulla neve che nel corso dell’anno ricopre i piedi, per evitare il rischio di venire sommersa.

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Grazie alle gambe metalliche dotate di funzionamento idraulico, tale operazione potrà essere compiuta meccanicamente ogni anno. Se invece la lastra di ghiaccio che ospita la struttura dovesse allontanarsi troppo verso l’oceano, le gambe potrebbero abbassarsi per permettere a bulldozer di trasportare i singoli moduli su una superficie più sicura.

Interno della base – © Hugh Broughton Architect

Pensata per adattarsi allo spazio circostante come mai prima d’ora, la base costituisce un modello al quale guardare anche per le realizzazioni future, forse perfino per una nuova concezione di città che metta al primo posto la funzionalità e la possibilità di riadattare gli spazi e sfruttarli al meglio, senza dover rinunciare al comfort.

Oltre ad essere la prima base antartica dotata di una aspettativa di vita estremamente lunga, la Haley VI è anche la soluzione che meglio risponde alle esigenze di chi deve trascorrere un lungo inverno in mezzo ai ghiacci: dal giardino idroponico al muro per le arrampicate, dalla ristorazione al teatro, lo spazio interno è studiato per offrire possibilità di svago e per dare vita, all’interno di un’area ristretta, ad una vera e propria città il più possibile accogliente e stimolante.

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