Aree a rischio idrogeologico, non c’è traccia della questione nei programmi elettorali

di Luca Scialò del 18 febbraio 2013

Abbiamo già detto di come in Italia manchi un importante partito ambientalista, malgrado le tante questioni da affrontare.

Basta ricordare alcuni numeri che forse saranno noiosi ma rendono bene l’idea della centralità del problema e del fatto che vada affrontato velocemente.

Le aree ad elevata criticità idrogeologica, che rappresentano il 10% della superficie italiana e sono l’89% dei Comuni, coinvolgono almeno 6 milioni di persone mentre gli edifici in possibile pericolo sono circa 1,2 milioni.

Se ragioniamo sul rischio sismico, invece, gli edifici interessati direttamente sono ben 5,5 milioni, fra i quali ovviamente scuole ed ospedali, coinvolgendo il 50% del territorio nazionale (circa il 36% dei Comuni) ed esponendo 22 milioni di persone all’incertezza. Basterebbe ricordare il recente terremoto dell’Emilia. Eppure i Comuni con un efficiente piano di evacuazione sono pochissimi…

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Neanche nei programmi dei partiti presenti c’è il minimo cenno su queste questioni. Anzi, qualcuno ha perfino riparlato di condoni. Volente o nolente, chi andrà al Governo dovrà affrontare la questione, poiché entro giugno 2013 la Comunità Europea ci impone di mappare la pericolosità da alluvioni.

Un vero sconforto…

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