Arriva anche Elf, la prima velomobile solare

di Claudio Riccardi del 5 marzo 2013

Ha tre ruote, le dimensioni di una micro car, ed un vano bagagli capace di ospitare fino a 8 borse della spesa. Si chiama Elf, e si propone come un veicolo che potrebbe rivoluzionare la mobilità urbana. Per muoversi, infatti, sfrutta i 750W erogati da un motore elettrico, alimentato da una batteria al litio ricaricabile anche tramite un pannello solare posto sul tetto.

Fino a qui niente di particolarmente originale, ma basta accedere nell’abitacolo per trovarsi davanti a due pedali, e una catena. E’ proprio così, Elf può anche funzionare come un triciclo, spinto dalla forza esercitata dalle nostre gambe.

Negli Stati Uniti, dove è stata brevettato, il versatile mezzo di trasporto viene immatricolato come bicicletta. E come le normali biciclette elettriche, Elf consente di passare in maniera disinvolta dalla propulsione a pedali al 100% alla totale potenza del motore elettrico, o a una combinazione delle due fonti di energia. In quanto considerata bicicletta, inoltre, in modalità elettrica non può superare per legge la velocità di 32 km/h.

Sotto il cofano giace un’unità a magneti al neodimio, alimentato dai 480 Watt di una batteria che garantisce un’autonomia massima di 50 Km. La ricarica può avvenire tramite il pannello solare posizionato sul tetto, e richiedere circa una giornata di esposizione. In alternativa, si può estrarre la batteria dal vano e collegarla per 2 ore ad una comune spina domestica.

Elf garantisce consumi irrisori, nell’ordine dei 775 Km/litro, ed emissioni di inquinanti pari a zero. Secondo i calcoli dei progettisti ogni anni si riduce di 127 tonnellate l’immissione nell’aria di Co2. Molta attenzione è stata dedicata anche per i materiali esterni: la carrozzeria è composta per l’85% da materiale riciclabile, il telaio vanta una composizione per il 45% di alluminio riciclato. Il parabrezza, infine, resiste ai raggi UV.

Con questo mix di interessanti caratteristiche, Elf è destinata ad avere fortuna nei paesi, pensiamo al Nord Europa, dove è molto diffusa l’abitudine a circolare su bicicletta.

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