Arriva in Corea il bus OLEV, che si ricarica dalla strada

di Marco Grilli del 30 ottobre 2013

Una nuova tecnologia amica dell’ambiente promette di rivoluzionare il mercato dei veicoli elettrici, cancellando i noti limiti connessi al loro utilizzo: la voluminosità e scarsa autonomia delle batterie, coi conseguenti tempi morti per le operazioni di ricarica.

Si chiama Olev (On-line electric vehicle), è stata messa a punto in Corea del Sud dal Korea Advanced Institute of Science and tecnology (Kaist) e si basa sul principio dell’induzione elettromagnetica.

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 In pratica, la fonte di energia dei mezzi di trasporto elettrici è data dalla stessa strada di percorrenza, poiché dei cavi posti sotto il manto stradale creano dei campi elettromagnetici, prontamente captati dai ricevitori installati sotto la scocca dei veicoli e trasformati in energia.

L’installazione dei cavi non comporta complessi lavori stradali ma solamente una copertura del 5-15 % del percorso scelto, mentre i vantaggi in termini di spazio e tempo sono sotto gli occhi di tutti. Bastano infatti  batterie di piccole dimensioni – un terzo di quelle attuali-  montate non più sui tetti ma a 20 cm da terra, senza la necessità di continue ricariche.

Non abbiate paura dei campi elettromagnetici, poi, perché sono conformi agli standard internazionali e non provocano danni alla nostra salute!

Le ricerche per questo straordinario sistema di ricarica, che avvia l’era dell’e-mobility wireless, sono state portate avanti dal 2009 dall’istituto coreano, sulla base di una tecnologia già progettata in California nel 1990, troppo presto abbandonata per gli alti costi.

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Dal mese di agosto, due bus elettrici Olev sono in sperimentazione nella città coreana di Gumi, su un tratto di strada di 24 km . Questi veicoli ricevono direttamente dal manto stradale, per induzione elettromagnetica,  20 Khz e 100 Kw di elettricità,  ad un tasso d’efficienza di trasmissione dell’ 85 % di potenza massima. Tra l’altro, la tecnologia Olev è applicabile alla più ampia gamma di mezzi di trasporto (autobus, automobili, suv, tram) e si adatta facilmente anche ai veicoli esistenti.

Il Kaist non frena qui le proprie ambizioni, ma spera di mettere su strada almeno altri 10 mezzi entro la fine del 2015. Intanto, nuove sperimentazioni di questa tecnologia avverranno presto nell’aeroporto di Kuala Lumpur in Malesia e nel parco di divertimenti Park City nello Utah (USA).

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La vera sfida si chiama ora competitività. Come sostenuto dagli stessi dirigenti di Kaist, l’abbattimento dei costi, ancora troppo alti, costituirà la premessa per la diffusione mondiale di questi innovativi veicoli elettrici ‘senza spina’ e trainati dalle loro stesse strade.

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