Aumento di allergie al polline a causa dei cambiamenti climatici

di Elle del 4 maggio 2013

I cambiamenti climatici, segnalati anche dalla presenza di calamità naturali in luoghi inusuali come per esemepio il recente uragano Sandy che è arrivato fino a New York, possono essere responsabili anche dell’aumento di allergie al polline che si tende a registrare sempre più di frequente nell’ultimo periodo; si comincia pertanto a temere l’inizio della primavera.

Come segnalato da Leonard Bielory, immunologo e allergologo presso il Rutgers Center for Environmental Prediction, si prevede un maggior rilascio di polline da parte delle piante a causa dell’aumento di pioggia e neve insieme  all’elevata concentrazione di anidride carbonica.

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Secondo lo studioso si preannuncia, quindi, non solo una più larga diffusione delle allergie ma anche una maggiore intensità delle manifestazioni sintomatiche.

Le malattie allergiche, così diffuse negli USA da rappresentare la sesta causa di malattia cronica, rappresentano una voce di rilievo nelle spese sanitarie delle famiglie oltre ad interferire con le normale attività quotidiane che un individuo svolge (dal lavoro allo sport, dalla scuola alla vita sociale).

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Di fronte a tale scenario è sempre più chiaro che sia necessario adottare misure efficaci per la riduzione della concentrazione di CO2 nell’atmosfera e nel considerare come i danni che i cambiamenti climatici investano tutte le sfere della nostra vita ormai.

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