Auto elettriche, le vendite ancora non partono. Vediamo perché.

di Claudio Riccardi del 18 dicembre 2013

Il dato più recente dice che in Italia, nei primi 8 mesi del 2013, sono state 512 le auto elettriche immatricolate. Un numero molto basso, per non dire deludente, che in questo mercato relega il Belpaese agli ultimi posti tra i paesi occidentali. Facile la conclusione: niente da fare, per ora i veicoli silenziosi e a impatto zero rimangono un oggetto misterioso sulle nostre strade.

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Le colpe ci sono e sono di tanti: delle istituzioni,incapaci sinora di mettere sul piatto efficaci politiche di programmazione della mobilitá sostenibile. Mancano incentivi economici davvero vantaggiosi, mettiamoci poi il costruttore nazionale di automobili, che di puntare sull’elettrico non ne vuole proprio sapere. Fiat dedica tutte le sue attenzioni ai propulsori tradizionali, destinando risorse potenzialmente “a corrente continua” verso altri lidi, metano e GPL.

E pensare che qualche anno fa intorno al Lingotto circolavano voci per trasformare Termini Imerese in uno stabilmento espressamente dedicato alla produzione di auto elettriche. Era un pour parler, non se ne fece nulla. Diciamo, una delle tante occasioni perse, che spiegano di riflesso la presenza di poche centinaia di colonnine di ricarica sul territorio nazionale. Si voltano le spalle ad un mercato interno che invece di potenziale ne avrebbe, e parecchio.

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Entro il 2020, secondo una ricerca firmata dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano, si potrebbero veder circolare tra i 2 e i 3,8 milioni di veicoli elettrici. Numeri che non devono sembrare chimerici. Se stimolata, la domanda puó uscire allo scoperto. Lo dimostra il boom della gamma Renault, che dal lancio della Twizy, a inizio 2012, ne ha immatricolate ben 1.800, buona parte inserite in accordi di collaborazione con enti, aziende pubbliche e private. Un veicolo che pur non potendo circolare in autostrada (viene immatricolato come quadriciclo) ha dato vita e tutt’ora alimenta iniziative interessanti, in numerose città d’Italia. Car sharing, refezione eco-sostenibile, e tanto altro ancora.

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C’è voglia di provare qualcosa di nuovo, di più intelligente, risparmioso e rispettoso dell’ambiente. A quattro, ma anche a due ruote, come dimostra il boom di biciclette elettriche o a pedalata assistita, passate nell’ultimo lustro da zero a vendite per 40-50.000 unità all’anno.

Sembra proprio il caso di dire… apri gli occhi, Italia!

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