Baratto, swapping e riuso, siti per il riciclo di oggetti vecchi

di Erika Facciolla del 16 marzo 2014

Una volta si chiamava baratto, ovvero lo scambio tra due parti di beni, merci o servizi praticato in assenza di moneta. Oggi, all’epoca di internet, prende il nome di swapping, parola inglese che deriva da ‘swap’ che significa letteralmente ‘scambio’.

Comunque lo si voglia definire, il baratto è la forma più antica di commercio basata su un accordo condiviso tra le parti senza il ricorso ad una valutazione monetaria ma effettuato su valutazioni quantitative e qualitative dei beni scambiati, spesso strettamente legate al loro utilizzo finale. In pratica, nel baratto ciò che conta è soddisfare un bisogno reciproco, più che un interesse economico, e stringere un rapporto fiduciario ed essenzialmente informale con il partner commerciale.

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Oggi il baratto è tornato in auge soprattutto come forma di risparmio e la sua rivalutazione – facilitata dalla nascita di siti specializzati, gruppi di baratto organizzati e le potenzialità offerte dal web – è sempre più legata ad una ritrovata coscienza ecologista che spinge le persone a riutilizzare gli oggetti vecchi, allungare il loro ciclo di vita e contrastare ogni forma di spreco economico e ambientale. In pratica, piuttosto che disfarsi di qualcosa che non ci serve, si può tentare di scambiarla con qualche altra cosa che potrebbe servirci e che a sua volta viene ceduta da qualcuno animato dalla stessa esigenza.

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Quando tutto questo avviene o parte dal web si parla di swapping, ovvero la forma attualmente più popolare, informale e semplice di scambio on line. Negli ultimi anni sono nati centinaia di forum, applicazioni ad hoc, gruppi e portali specializzati accessibili in maniera completamente gratuita in cui centinaia di migliaia di utenti si incontrano per scambiarsi ogni genere di oggetto o gadget nelle modalità più svariate, e lo scambio può riguardare finanche beni immateriali come informazioni, opinioni o foto a tema (e-mail swap).

Che siano virtuali o fisici, i luoghi del baratto stanno diventando dei punti di incontro dove le persone si dedicano allo scambio di oggetti per contrastare la tendenza tutta moderna al consumismo e contribuire alla difesa dell’ambiente producendo meno rifiuti. Una scelta saggia da un punto di vista economico, ma soprattutto ecologica, che finalmente sta cominciando a spopolare anche nel nostro Paese.

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swap party

Cosa proporre in uno swap party? Abiti ma anche accessori, elettrodomestici, quadri, borse e naturalmente…  scarpe!

Per avvicinarsi al mondo del baratto o dello swapping è possibile partire da siti specializzati come la community Zero Relativo (il cui slogan recita ‘Il tuo oggetto è la tua moneta’) dove tutti gli iscritti possono cercare l’oggetto desiderato attraverso un apposito motore di ricerca e mettere a disposizione della community il proprio in attesa di essere contatti per lo scambio.

C’è anche reecycle.it, sito di annunci dove si regalano oggetti usati, oppure roose.com, il primo eco-store del riutilizzo e del baratto asincrono dove gli oggetti da scambiare o regalare non si valutano in denaro ma in crediti che potranno essere utilizzati per ottenere altri oggetti.

Altro siti interessanti per lo scambio di abiti, bijoux e scarpe è e-barty.it, perfetto per rimediare un guardaroba a zero euro! Poi ci sono i siti di puro scambio, come coseinutili.itsoloscambio.it nobay.it, che permettono di barattare sia gli oggetti che avete messo ormai in soffitta che le vostre capacità, evntualmente acquisendo crediti poi spendibili.

VAI A: 

swap green

Baratto di piccola bigiotteria

Se non siete navigatori provetti del web e preferite recarvi in uno dei tanti mercatini per il baratto (tra temporanei e permanenti ce ne sono a bizzeffe) potete consultare il sito eco-riciclo.it, il primo sito italiano nato per barattare, scambiare, donare o semplicemente prestare qualsiasi tipo di oggetto con tanto di motore di ricerca per trovare il mercatino più vicino a casa propria.

In quella che potremmo definire ‘la nuova epoca del baratto’, infine, ci si scambia perfino il tempo attraverso delle apposite ‘banche’: sono le cosiddette ‘Banche del tempo’, ovvero dei particolarissimi istituti di credito in cui i ‘clienti’ non depositano soldi ma tempo da scambiare con le logiche di una vera e propria banca. Il conto corrente-tempo di ogni socio, infatti, non contiene denaro ma movimenti di dare-avere intercorsi con altri correntisti.

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In questo modo chiunque può offrire un’ora del proprio tempo, delle proprie competenze e professionalità ricevendo in cambio lo stesso tipo di sostegno. E dal momento che lo scambio è equo, reciproco e basato sul concetto del dare-avere, la banca del tempo diventa un’associazione libera da vincoli etici o morali tipici delle associazioni di volontariato. In poche parole chi vi entra sa che il proprio tempo è effettivamente ‘denaro’ e dal suo scambio nascerà una vera e propria transazione-tempo. Ogni città italiana, ormai, ha la propria Banca del tempo, basta cercarla sul sito ufficiale dell’associazione nazionale www.associazionenazionalebdt.it per conoscere quella più vicina al proprio domicilio.

Il denaro non è tutto. Lo scambio, invece, è opportunità di crescita, solidarietà, incontro e salvaguardia ambientale. Non credete che sia giunto il momento di tornare alle vecchie e sane abitudini?

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Nadia giugno 9, 2014 alle 6:05 pm

Baratto, swapping e riuso sono tutti concetti che stanno molto a cuore ai ragazzi di Swappinglobe: un sito dove del baratto e del rispetto per l’ambiente ne viene fatto un dogma. Visitate il sito e la pagina facebook per rendervene conto…
Personalmente sono iscritta e sono molto contenta di come sia il sito..
sito: http://www.swappinglobe.com/
facebook: https://www.facebook.com/swappinglobe

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