Barca solare fatta da studenti tenta di attraversare l’Atlantico. Ce la farà?

di Nadia Fusar Poli del 24 luglio 2013

Un’impresa audace. Un innovativo progetto (quasi impossibile) da veri nerd. Stiamo parlando di ‘Scout, una imbarcazione ecologica interamente alimentata dall’energia solare. Ideata e costruita da un gruppo di studenti universitari, la barca si appresta a fare la traversata dell’Oceano Atlantico e a compiere oltre 5.000 km in mare aperto. Per l’esattezza  dovrebbe coprire una distanza pari a 5.452 km, ovvero il tragitto che separa Rhode Island a Sanlucar de Barrameda, la località spagnola scelta come destinazione.

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Nonostante non sia la prima barca solare al mondo, il progetto è assolutamente unico e originale, oltre ad essere particolarmente interessante: questa barchetta è stata infatti realizzata grazie alle competenze ingegneristiche di un appassionato (e squattrinato) gruppo di ragazzi del Politecnico di Worcester in collaborazione con gli studenti della Escuela Superior de Ingenieros (Spagna). Il  resto dell’equipaggio è formato da una manciata di studenti provenienti da altre scuole.

Scout è stata costruita da zero dopo ore e ore di programmazione (ci sono volute 2 settimane e 15 ore al giorno di lavoro). Nessuna multinazionale o università ha finanziato il progetto e questo è forse l’aspetto più significativo, che rende l’impresa ancora più meritoria.

L’intero processo di realizzazione (avviato nell’ aprile 2012) è visibile sul sito ufficiale: http://www.gotransat.com/Qui, passo passo è possibile assistere alla concretizzazione del virtuoso e ambizioso progetto, partendo dal semplice disegno di uno scafo, passando per la costruzione della forma, sino alla realizzazione dei diversi aspetti dello scafo in fibra di carbonio.

L’imbarcazione misura 12,8 metri di lunghezza e appena 50 centimetri di larghezza, per una superficie complessiva appena sufficiente ad ospitarne il motore: i pannelli solari.

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Il trasporto di Scout, la barca solare

Il trasporto di Scout, la barca solare

Uno dei progettisti attribuisce l’invenzione a un’amicizia di lungo corso con il resto della squadra. “Siamo cresciuti tutti insieme, da quando eravamo ragazzini, e da sempre lavoriamo a qualche progetto“. I cinque amici hanno trascorso ore a lavorare su Scout, utilizzando denaro (poco) e forniture (in parte donate) per cercare di trasformare il sogno in realtà.

Ora non restano che un paio di ostacoli da rimuovere prima che l’imbarcazione sia pronta a ripetere, almeno idealmente, la tratta che compì Cristoforo Colombo cinquecento anni fa. Con una sola differenza: Colombo si spinse alla volta delle Americhe, mentre Scout farà quel tragitto a ritroso.

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Il team sta infatti lavorando per perfezionare la barca e renderla più idrodinamica. Dopo alcune modifiche obbligatorie e alcuni test che fanno parte della sperimentazione di routine, i giovani  ingegneri non sembra particolarmente preoccupato.

Scout sarà presto pronta  per compiere la sua impresa oceanica. Nell’arco di circa un mese o poco più, potrebbe riuscire a raggiungere l’ambizioso obiettivo.

In bocca al lupo!

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