Crioterapia: che cos’è e quali sono i suoi benefici

by Marco Grilli on 21 marzo 2016

Crioterapia, la terapia che arriva dal freddo. Scopriamo i benefici (e i limiti) di questa terapia dove si fa uso del ghiaccio per sfruttare le proprietà terapeutiche.

Nel senso comune l’idea del freddo richiama alla mente il rigore e il gelo dell’inverno, l’insensibilità e il distacco, l’immagine di giornate buie e grigie o la sensazione di un brivido che corre lungo la schiena.

Non proprio scenari idilliaci, che ci fanno dimenticare quanto sia preziosa e utile una nostra alleata: la crioterapia, definita anche “terapia sistemica del freddo”.

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Certo, in Italia non possiamo affermare di essere all’avanguardia in questo settore di cura che tanto successo riscuote nel Nord Europa (Polonia, Finlandia, Norvegia…) negli Usa o in Canada. Eppure le premesse per una sempre maggior diffusione della “scienza del ghiaccio” ci sono tutte. In fin dei conti, un elemento che può vantare proprietà curative, antidepressive, analgesiche, trovando impiego in vari campi, dalla chirurgia, alla dermatologia alla medicina estetica, merita la massima fiducia!

Dimenticatevi per una volta il bagno turco e provate l’incredibile esperienza di una sauna “gelata”. Molte strutture offrono ormai questo servizio, dove per non più di 3 minuti siete chiamati a provare la sensazione di ritrovarvi in una stanza dove la temperatura scende tra i – 100 ed i – 140°.

I benefici della crioterapia:

Ne vale la pena? Sì, perché il freddo apporta tutta una serie di benefici, al sistema immunitario, a quello nervoso e alla circolazione del sangue, aiutando a combattere dolori muscolari, artrosi e artriti in genere, fibromialgie, depressione e perfino l’invecchiamento!

SCOPRI COS’E’…

Andiamo per ordine e cerchiamo di capire cosa succede quando il corpo ‘si congela’ temporaneamente. Prima di tutto, il raffreddamento a basse temperature per pochi minuti provoca una forte vasodilatazione, quindi un aumento del flusso sanguigno che evita il blocco della circolazione. Al contempo, il freddo agisce sul sistema nervoso, paralizzando per così dire i nervi, inibendo in tal modo la trasmissione del dolore. Si spiega così l’effetto analgesico, che permette di combattere infiammazioni, traumi e dolori muscolari.

Il ghiaccio è quindi il primo amico degli atleti, che vi ricorrono spesso per superare gli acciacchi vari e tornare in forma al più presto. Ad esempio a Spala, in Polonia, la crioterapia va fortissimo ed è particolarmente apprezzata dagli sportivi di ogni sorta, pronti a gettarsi in quelle enormi vasche d’acqua gelida –non mancano perfino i blocchi di ghiaccio – che garantisce sollievo e il riassorbimento veloce di traumi e infiammazioni, frequenti nell’attività agonistica.

crioterapia

Con la crioterapia, il freddo aiuta a rallentare il metabolismo cellulare

La crioterapia favorisce anche il potenziamento muscolare in fase di preparazione atletica e permette un recupero più veloce in quei momenti -sempre più frequenti nei vari calendari sportivi- di gare intense e ravvicinate. Abbiamo citato la Polonia ma non da meno sono gli Usa, dove la terapia del freddo è largamente utilizzata nella medicina sportiva. Oramai, comunque, i trattamenti di crioterapia sono molto diffusi un po’ in tutta Europa, con spa, cliniche, centri di allenamento e istituzioni mediche modermanente attrezzate a tale scopo.

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Benefici per il corpo… ma anche per la mente. Il freddo rallenta infatti il metabolismo cellulare, diminuendo la produzione dell’ormone dello stress, il cortisolo, e liberando nel cervello le endorfine, ossia quei neurotrasmettitori che garantiscono la sensazione di piacere e benessere. Un effetto antidepressivo, che migliora il sonno, distendere i nervi e fa percepire meno la fatica.

D’altronde, non bisogna dimenticare che la crioterapia, messa a punto nel lontano 1979 dal professore giapponese Yamamuchi, è nata proprio in ambito psichiatrico. In seguito, studi clinici più appronfonditi condotti in Nord Europa hanno permesso di conoscere meglio questa branca della medicina, migliorandone i risvolti e le applicazioni.

Oggi molti medici credono fortemente nella crioterapia come straordinaria pratica riabilitativa per pazienti che hanno subito un ictus ischemico o sono affetti da sclerosi multipla, morbo di Parkinson o comunque presentano gravi stati di spasticità.

Crioterapia e chirurgia:

In chirurgia, si ricorre alla terapia del freddo per rallentare il metabolismo negli interventi con anestesia totale. La crioterapia trova quindi larga applicazione sia in cardiochirurgia, in particolare per quegli interventi dove la temperatura del malato scende al di sotto dei 30°, e in neurologia.

Esiste poi la criochirurgia, una tecnica che consente la distruzione del tessuto tumorale mediante l’applicazione di sonde di pochi millimetri di diametro collegate a un criogeneratore alimentato ad argon o elio, e capaci di sviluppare temperature vicine ai – 40°. Con questa pratica mini-invasiva sono trattati vari tumori urologici, col vantaggio di una breve degenza post-operatoria e un rapido recupero clinico del paziente.

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Crioterapia, si pratica in un ambiente freddissimo per pochi minuti

Come al solito, poi, in questa società dell’apparenza non poteva mancare l’applicazione in campo estetico. La criolipolisi non è altro che un’evoluzione della tecnica di liposuzione, dove il grasso raffreddato cristallizza danneggiando le cellule adipose, destinate ad una morte selettiva. Al di là della medicina estetica, comunque, per le odiosa pelle a buccia d’arancia, meglio una bella botta di freddo (bastano tre minuti al gelo per combattere la ritenzione idrica) all’acquisto dell’ennesima costosa e poco efficace crema anticellulite!

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La crioterapia, infine, trova larga applicazione nella dermatologia, per il trattamento di piccole neoformazioni cutanee. Questa tecnica consiste nell’applicazione sulla pelle di azoto allo stato liquido (-190°) tramite tampone o spray. Si ottiene così la graduale seppur completa e poco aggressiva guarigione delle lesioni, poiché le basse temperature, oltre la soglia del congelamento, provocano la loro distruzione selettiva, mentre risparmiano le cellule sane, più resistenti agli schock termici. Per risolvere il problema basta in genere una sola applicazione della durata di pochi secondi, che può comunque esser ripetuta a seconda della natura, della dimensione e dello spessore delle lesioni da trattare.

Il ‘grande freddo’ non è poi così minaccioso!

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