Benessere animale: nuove norme per gli allevatori

di Alessia del 16 gennaio 2013

A partire dal 1 gennaio 2013 sono entrate in vigore in Europa alcune importanti novità per l’allevamento dei suini, in base alla direttiva 2008/120.

Questo regolamento stabilisce le norme necessarie per assicurare condizioni di vita dignitose per gli animali destinati inesorabilmente al macello.

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C’è da dire che già diverse realtà si erano volontariamente adeguate ai nuovi standard, senza attendere la data di entrata in vigore. In Inghilterra, per esempio, alcuni supermercati o primarie realtà commerciali, come la catena Marks & Spencer, avevano già provveduto a mettere in pratica le norme, prima ancora che la direttiva le rendesse obbligatorie. Questo è valso per l’azienda il primo premio Good Pig, assegnato dall’associazione internazionale Compassion in world farming come riconoscimento di tutela e cura degli animali da allevamento.

Attualmente le leggi europee stabiliscono che ogni suino adulto (dai 110 kg in su) debba avere diritto a un metro quadro di spazio. Quando però ci troviamo di fronte ad animali che toccano anche i 170 kg si può immaginare come lo spazio assegnato sia in realtà assai limitato.

Nel caso particolare di animali gravidi, non c’è modo di agevolare i piccoli movimenti, col rischio addirittura di fare del male ai piccoli nati.

I maiali appena nati, entro i primi 7 giorni di vita, vengono privati di coda e castrati, senza l’uso di analgesici o anestetici. Gli stimolatori elettrici usati fino ad ora per facilitare gli spostamenti, sono vietati con la nuova normativa, così come sarà reso possibile trasportare i suini con l’intero gruppo di allevamento, permettendo loro di socializzare. Fieno, paglia e legno dovranno essere disponibili come materiale manipolabile, mentre alle scrofe sarà vietato l’isolamento.

Al momento non ci sono studi che confermino quali vantaggi possano esserci per il consumatore finale, ma la possibilità di garantire una qualità di vita migliore per gli animali da allevamento dovrebbe già bastare di per sé.

I suini allevati allo stato brado o semi-brado, come accade per le razze pregiate Cinta senese o il Suino nero di Parma, hanno tempi di crescita molto più lenti e sono macellati in età più avanzata.

Se venisse proposta anche una bella etichettatura “animal friendly” forse gli stessi consumatori potrebbero dirottare diversamente i loro acquisti, favorendo e incentivando l’attuazione di pratiche più umane.

Come aspesso succede, l’Italia si trova ancora in una situazione di “inseguimento” e in pieno stato di adeguamento alla nuova normativa partita il 1 gennaio di quest’anno.

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