Berlino capitale vegan: scopriamo perché

di Elle del 30 settembre 2015

Chi pensa a Berlino, pensa subito all’immagine del currywurst  – il piatto ‘ufficiale’ della capitale tedesca – ma vogliamo farlo ricredere, perché questa città si sta sempre più affermando anche come un vero e proprio centro cruelty free e Berlino capitale vegan.

Non è un caso, infatti, che Saveur, la prestigiosa rivista americana dedicata al cibo, ha onorato la città tedesca con questo titolo, premiando così la sua ‘completa parità culinaria’, ovvero lo stesso trattamento assicurato alla cucina priva di proteine animali come a quella onnivora, creando una nuova cucina veg originale con accenti mitteleuropei.

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Berlino non ha la fama di un luogo di grande cucina, come Parigi, non è conosciuta per la quantità di ristoranti alla moda per una clientela internazionale come Londra, ma in qualche modo ha fatto proprio il bisogno di uno stile di vita più sano e l’etica animalista, sposando i tre valori vegani per eccellenza: idealismo, virtuosità, redenzione. Molti berlinesi, nell’intento di fare del mondo un posto migliore, anche perché traumatizzati da una storia moderna decisamente drammatica, hanno deciso di smettere di consumare carne e nutrirsi solo di alimenti locali e di stagione.

Nonostante la gastronomia teutonica sia sempre stata tradizionalmente piuttosto distante dal mondo vegetariano, Berlino è diventata negli anni un laboratorio culinario in grado di ospitare chef vegetariani e vegani di talento che hanno saputo costruire una cucina gustosa ed etica senza l’utilizzo di ingredienti di origine animale. Questa particolare attenzione all’alimentazione sana e cruelty free affonda le sue radici anche in fenomeni storici riconducibili ai decenni successivi all’apertura del muro, quando tantissimi stranieri, soprattutto turchi, italiani e greci (che hanno introdotto nella cultura alimentare tedesca ingredienti vegetali del Sud), molti di questi persone progressiste e creative, attirate dall’atmosfera di rinnovamento culturale e politico, e dai prezzi bassissimi, e dalla possibilità di un lavoro, si sono ritrovate in questa città; tra queste sicuramente non sono mancati i sostenitori di una filosofia e di una cultura sempre più attenta allo stile alimentare dell’uomo e al suo impatto sugli animali e sull’ambiente.

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Nonostante la gastronomia teutonica sia sempre stata tradizionalmente piuttosto distante dal mondo vegetariano, Berlino è diventata negli anni un laboratorio culinario in grado di ospitare chef vegetariani e vegani di talento

La dimostrazione tangibile dell’occhio di riguardo che la capitale tedesca riserva al mondo vegetariano e vegano dal punto di vista culinario è data dalla notevole diffusione di ristoranti veg in questa metropoli (ce ne sono circa 30, un record!); le cucine dei vari locali, inoltre, tendono ad offrire sempre più spesso un menù ‘etico’ con valide e gustose alternative adatte anche a chi ha adottato questo stile alimentare.

Un altro esempio della forza con cui Berlino si erge e si afferma come capitale vegan è anche la decisione di ospitare il Vegan Sommerfest, il più importante festival vegano a livello europeo, giunto quest’anno alla sua ottava edizione, che ha sede nella più rappresentativa piazza di questa metropoli, Alexanderplatz: conferenze, showcooking, tombole e stand di prodotti alimentari, libri sul mondo cruelty free, testimoniano l’attenzione che questa città dedica al mondo vegano.

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Berlino capitale vegan: scopriamo perché

Insomma, Berlino non è solo la capitale della Germania riunificata ma anche quella dei vegani europei, che qui hanno trovato un vero paradiso: qui l’etica vegan può esprimersi in tutta libertà, con un’ampia scelta di negozi, ristoranti e gruppi di supporto di chi è già un esperto e di chi è alle prime armi. Un motivo ci sarà.

Sapevate che negli ultimi anni si è sempre più affermata una nuova Berlino capitale vegan d’Europa? Scopriamo perché.

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