Bibite gassate e depressione: c’è un rapporto?

di Elle del 16 febbraio 2013

La tassazione delle bevande gassate, già accusate di produrre effetti negativi sul nostro organismo, potrebbe trovare un fondato appiglio scientifico.

Ci riferiamo ad uno studio durato circa 10 anni e condotto su oltre 250 mila soggetti consumatori di soft-drink di età compresa tra 50 e 71 anni.

La ricerca effettuata dalla Research Triangle Park del North Carolina verrà presentata al congresso dell’American Academy of Neurology  previsto per marzo a San Diego.

I distributori di bevande gassate, che comprendono colossi come Coca-Cola e Pepsi, potrebbero vedere seriamente danneggiata la loro immagine a seguito della pubblicazione dei dati ottenuti.

SPECIALE: Per legge nelle bibite almeno il 20% di succo di frutta: lo dice il nuovo decreto Balduzzi

Lo studio in questione, infatti, sembra evidenziare l’aumento del rischio di depressione dal 30 al 38 % a danno dei consumatori di bevande gassate soprattutto nella versione dietetica.

Tale rischio, tuttavia, sarebbe ridotto del 10 % dall’assunzione di caffé, soprattutto se consumato senza zucchero.

Pur dovendo attendere le conclusioni dello studio e le dovute conferme, ci sembra di poter dire che ormai anche le bibite zuccherate possono conquistare a pieno titolo un posto nel junk drink (and food) da cui dovremmo cercare di stare alla larga per il nostro benessere psico-fisico.

LEGGI ANCHE: