Bici contromano: in Italia la norma è da approvare ma in Europa è già una realtà

di Elle del 11 febbraio 2014

Anche in Italia sembra sia aumentando il desiderio di adottare forme di mobilità eco-sostenibile come quella consentita dalla bici. Sembra significativa a questo proposito la proposta di introdurre una modifica al codice della strada, richiesta dalle associazioni dei ciclisti urbani e che incontra il consenso degli assessori alla mobilità di Torino, Milano e Firenze.

Tale proposta concerne la possibilità di legittimare i ciclisti a percorrere le strade in senso contrario al traffico motorizzato.

Si tratta di una realtà di fatto in Paesi europei come l’Olanda, il Regno Unito, la Danimarca e la Francia dove è consentito il senso contrario ai ciclisti su strade che presentino cinque requisiti indispensabili: la carreggiata lungo almeno 4 metri, l’assenza di parcheggio sul lato sinistro, il divieto di transito per i mezzi pesanti, il limite massimo di velocità a 30 km/h e l’adeguata segnaletica stradale.

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Nelle città in cui la norma del doppio senso per le bici su strade a senso unico si riconosce una doppia utilità vista l’opportunità offerta al ciclista di accorciare il suo tragitto e a sicurezza stradale garantita dalla reciproca visibilità del conducente e di chi va in bici muovendosi in direzione opposta.

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Di fatto, rendere applicabile questa norme anche sulle vie urbane italiane ribalterebbe la gerarchia delle strade, mettendo al primo posto il pedone, al secondo il ciclista e solo al terzo l’automobilista. Forse oltre che una modifica legislativa, ora al vaglio del Ministero dei Trasporti, occorrerebbe un cambiamento culturale in tema di mobilità.

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