Bici senza raggi: nasce a Torino la Sada Bike ed è italiana

di Simona Treré del 9 maggio 2014

Un innovativo progetto tutto Italiano nato a Torino di bici senza raggi.

A chi non piacerebbe avere una bicicletta così pratica da poter essere portata dentro lo zaino e tirata fuori all’occorrenza? Un sogno per molti ciclisti, soprattutto per quelli che vivono in una città frenetica! Ma da oggi è possibile. Infatti la prima bici senza raggi è italiana e ha un nome e una storia: si chiama Sada Bike ed è il prototipo realizzato dall’ingegnere 30enne Gianluca Sada, che ha fatto della sua invenzione una tesi di laurea, depositandone il brevetto ancor prima di laurearsi in Ingegneria dell’Autoveicolo al Politecnico di Torino.

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Il giovane inventore italiano ha realizzato una bicicletta che è essenziale quanto funzionale: ha le ruote prive di raggi e il suo telaio si può piegare, fino a diventare poco più ingombrante di un ombrello che entra in uno zaino o in un piccolo trolley.

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Ma come ha fatto Sada a sostituire i classici raggi? Si tratta di uno degli aspetti tecnici più interessanti di questa invenzione e consiste nell’inserimento strutturale di piccole rotelle, che sono fissate al telaio per permettere alle ruote di girare e di mantenere una posizione corretta.

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Sebbene la sua idea di realizzare una bici senza raggi gli sia valsa soltanto 109 punti in sede di laurea (sic), Sada ha creduto così tanto nel suo progetto innovativo che per realizzarlo ha speso di tasca propria 4.000 euro, autofinanziandosi.

Bici senza raggi E, in attesa che qualche azienda o finanziatore interessato si faccia avanti per produrre in serie la Sada Bike (rendendo possibile così la riduzione del peso del telaio e del prezzo), l’ingegnere Sada intanto può vantarsi dei vari riconoscimenti avuti per la sua idea, fra cui quello del Ministero della Gioventù che nel 2010 ha inserito il suo nome nell’elenco dei 200 giovani talenti d’Italia.

La bici senza raggi ideata da Sada ha tutte le caratteristiche per diventare un bel prodotto made in Italy, che potrà incentivare l’uso del mezzo a due ruote nella mobilità urbana e agevolare gli spostamenti di coloro che devono alternare, nello stesso tragitto, la bici con la metropolitana.

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