Bio-boom, le aziende eco sono 48.000 solo in Italia!

di Claudio Riccardi del 13 gennaio 2013

Il mercato c’è: gli italiani chiedono alimenti sempre più sani e naturali. E così, ecco che il numero delle aziende impegnate nel settore dell’alimentazione biologica registra numeri sempre più interessanti. Sì, sono calate le superfici occupate ed i costi di produzione risultano maggiori rispetto ai metodi di coltura convenzionali.

Secondo i dati del SINAB (pubblicati nel report Bio in cifre 2011) sono 48.269 le società registrate al termine del 2011, suddivise tra produttori bio in modo esclusivo, preparatori, importatori ed entità ibride che all’attività distributiva abbinano anche produzione e trasformazione dei prodotti. Imprese di questo tipo sono presenti soprattutto nel Nord Italia, specie in Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, mentre il primato per le aziende agricole biologiche spetta al Sud, con Sicilia e Calabria davanti a tutti.

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Il quadro nel suo complesso è molto fiorente, come attesta la crescita dell’1.3% rispetto al 2010. Diminuisce invece dell’1.5% la quota della superficie totale coltivata, che si attesta in 1.100.000 ettari di terra, suddivisi tra colture foraggere, cereali, prati e pascoli, oliveti e vigneti.

Segnali meno confortanti arrivano invece dal comparto zootecnico bio. Le aziende sono in calo di oltre 6 punti percentuali, un segno meno che si ripercuote interamente sulla produzione bovina, mentre aumentano per numero i capi di suini, ovini e pollame.

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Gli allevatori attribuiscono questo trend alle politiche poco lungimiranti di alcune regioni, ai regolamenti comunitari spesso molto restrittivi o assurdi, all’incapacità degli organismi di certificazione che non riescono a proteggere dalla presenza di prodotti a basso costo e dubbia provenienza.

Si può e si deve far meglio, insomma, ma la fiducia da parte degli operatori rimane mediamente elevata.

Nel settore bio l’Italia rimane ai primi posti in Europa e nel mondo e può contare su una fiducia crescente da parte dei consumatori.

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