Biocombustibili e api, un matrimonio che non s’ha da fare

di Jessica Ingrami del 15 febbraio 2014

Sono ormai diversi anni che si discute, a livello mondiale, dello spopolamento degli alveari. Inizialmente le cause non erano immediatamente rintracciabili, così si cercò di spiegare il fenomeno indicando nuovi patogeni emergenti, virus e persino onde elettromagnetiche dei cellulari.

Ma tra tutte le ricerche, emerse una curiosa coincidenza: tra il 2005 e il 2010, le superfici coltivate a colza, girasole e soia per ottenere biocombustibili sono aumentate di quasi un terzo. E allora si è tornati alla carica con la denuncia dei pesticidi neonicotinoidi, utilizzati in grandi quantità per la concia dei semi. Le loro polveri tossiche sarebbero accusate di avvelenare gli insetti e causare sia la morte di quelli infettati, sia portare grandi rischi per la colonia in cui fanno ritorno.

LEGGI ANCHE: Cosa si potrebbe comprare al supermercato se non ci fossero le api?

Alcuni studi hanno divulgato notizie interessanti su come gli insetti possano venirne a contatto: le polveri tossiche, infatti, non si depositano solo sui terreni in cui il pesticida è impiegato, ma si propagano anche ai campi confinanti e, nei casi più estremi, vengono assorbite dalle radici, per poi confluire nel polline delle piante visitate abitualmente dagli impollinatori.

POTREBBE INTERESSARTI: Biocombustibili pericolosi per la salute?

In Europa si stima che vivano solo 2/3 delle colonie di api che sarebbero necessarie per impollinare adeguatamente le coltivazioni e il ritmo delle morìe si aggira su una media annua del 30%. L’ampliamento di terreni destinati alla produzione di biocombustibili ha prodotto un aumento vertiginoso della domanda d’impollinazione, ma allo stesso tempo, l’impiego dei pesticidi tossici ha decimato le api. I dati sono allarmanti: si calcola che circa la metà dei paesi europei, tra cui Italia, Francia e Germania, soffra la carenza di api.

SCOPRI PURE: Un mondo in pericolo, un film sul mondo e l’estinzione delle api

Creare energia dai biocombustibili, sfruttando una risorse rinnovabile e non inquinante, è sicuramente un’idea ammirevole. Ma, come tutte le iniziative, avrebbe bisogno di essere considerata nella sua globalità, pianificando e indagando sugli impatti a livello ambientale. Gli insetti impollinatori sono fondamentali per il nostro ecosistema e per il nostro sistema alimentare: proteggere, salvaguardare e mantenere sano il loro habitat dovrebbe essere una delle nostre priorità più grandi.

{ 0 comments… add one now }

Leave a Comment

Inserisci il numero esatto *