Biogas: decreto incentivi approvato, finalmente l’Italia può produrre biometano

di Luca Vivan del 24 marzo 2014

Nel dicembre del 2013, dopo due anni di attesa, è stato varato il decreto che da via libera agli incentivi nella produzione di biometano. Nonstante, il ritardo legislativo che riflette lo visione ridotta delle energie rinnovabili in Italia, si aprono grandi prospettive per le aziende zootecniche e per l’ambiente.

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Gli incentivi possono per esempio garantire che la produzione italiana di biogas sia più economica e che in questo modo si possa sviluppare in modo concorrenziale carburante per le automobili, sostituendo l’uso di biodiesel ed etanolo che vengono prodotti in altri paesi, impiegando cereali o piante alimentari (come la canna da zucchero) utili all’alimentazione umana.

La cifra di investimenti di cui si parla è di 1-2 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Nonostante un garnde ritardo rispetto ai paesi del Nord Europa, la tecnologia che sfrutta il metano come carburante è in gran parte italiana, il 77% dei veicoli a gas naturale in Europa sono infatti sviluppati in Italia. Si tratterà di convertirli ad un metano di origine naturale.

Questo dimostra come il biometano sia un’opportunità di sviluppo economico attrverso l’esportazione di tecnologia made in Italy.

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Non possiamo dimenticare che maggiori veicoli utilizzeranno biogas, minore sarà la concentrazione di molecole tossiche e polveri sottili nelle nostre città.

Il dibattito sui biocarburanti è molto acceso. Il biogas non può essere visto come una soluzione definitiva ai problemi energetici, ma come un passo verso la transizione verso un’economia senza petrolio. Inoltre, bisogna distinguere tra il biodiesel ricavato dal mais e il biometano realizzato riciclando le biomasse presenti nelle aziende. In questo caso si trasformano scarti che sono responsabili del 20% dell’emissione di gas serra a livello mondiale in un’opportunità di rendere sostenibili e di garantire l’autonomia energetica a molte aziende italiane impegnate negli allevamenti intensivi, che in questo momento sono altamente impattanti per l’ambiente.

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Il biogas quindi non è un obbligo, un parametro da rispettare, ma un’opportunità di sviluppo economico in grado di creare posti di lavoro e l’occasione per rendere molte aziende libere da carburanti fossili, ripristinando il ciclo della sostanze organica tipico delle realtà contadine di un tempo, dove gli scarti animali o vegetali tornavano alla terra.

Speriamo che questo sia anche l’occasione per una maggiore presa di responsabilità verso gli animali e il suolo da parte di un nuovo modello agricolo, perché il vero motore di cambiamento non sono gli incentivi o le tecnologie ma le volontà di miglioramento e il rispetto per la natura.

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