Bisfenolo, meno esposizione

di La Ica del 1 ottobre 2013

Secondo la nuova bozza di parere scientifico pubblicata in luglio dall’Autorità Europea Per la Sicurezza Alimentare (EFSA), siamo meno esposti al bisfenolo A  (BPA) di quanto non lo fossimo sette anni fa.

Questa sostanza è un composto organico fondamentale nella sintesi di plastiche e additivi plastici, fondamentale nella produzione del policarbonato, ed è ampiamente utilizzato nei materiali per alimenti come gli imballaggi, ma presente anche in altri prodotti di consumo (giocattoli, sigillanti dentali, dispositivi medici, tecnologici; i cosmetici), eppure è pericoloso per la nostyra salute.

Secondo un nuovo studio preliminare – che definisce una revisione dei dati rilasciati dalla stessa Agenzia nel 2006, e che include per la prima volta una valutazione sia delle fonti alimentari che non alimentari (comprese la carta termica e le fonti ambientali come aria e polvere) per tutti i gruppi di popolazione – la dieta costituisce la principale fonte di esposizione al bisfenolo A, e i livelli sono inferiori a quanto stimato in precedenza.

Per tutti i gruppi di popolazione di età superiore a 3 anni, la carta termica (una speciale carta patinata usata soprattutto per l’emissione di scontrini e referti medici) si è rivelata la seconda fonte principale di BPA dopo la dieta.

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Sospettato di essere dannoso per l’uomo sin dagli anni trenta, il bisfenolo A altera l’attività dell’apparato endocrino, mimando l’azione degli estrogeni, essenziali allo sviluppo cerebrale; e ha effetti nocivi anche sul cuore. Sembra essere imputato nel calo di fertilità nell’uomo adulto e in patologie della mammella.

Secondo uno studio recente proveniente dalla Harvard University, è in grado di causare anomalie nei cromosomi e indurre a maturazione anticipata gli ovociti (con conseguenti fenomeni associati allo sviluppo di feti malformati). Secondo l’Università del Michigan, sembra avere un nesso con l’obesità infantile, risultato che ne conferma altri pubblicati negli anni scorsi.

Anche se l’impiego è in calo in molti Paesi, la presenza di BPA è tentacolarmente diffusa. Il legame chimico tra le molecole di bisfenolo A è altamente instabile, quindi vi è un elevato rischio che si diffonda nelle sostanze che contiene e conserva.

Evitate dunque di acquistare oggetti in policarbonato (stoviglie per bambini, biberon) e prestate seria attenzione agli alimenti che comprate. Evitate cibi in scatola e bibite in lattina; preferite il PET al PV, perché purtroppo continua ad essere usato.

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