Caccia al corno di rinoceronte, sul mercato nero è costosissimo

di Luca Scialò del 5 dicembre 2013

Brutte notizie per il già condannato all’estinzione rinoceronte nero: il suo corno batte nel mercato (altrettanto nero) addirittura la cocaina: 70.000 euro al kg contro i 67.000 euro della ‘polvere bianca’ venduta in Italia, e questo secondo il listino prezzi di Blackmarket Prices. Sulla base del peso di un solo corno si parla di un giro d’affari che va dai 550.000 ai 750.000 euro a rinoceronte!

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I corni sono molto richiesti poiché sono legati ad antiche credenze che non hanno alcun fondamento medico-scientifico ma vengono spacciati, soprattutto in Vietnam e Cina, come ingredienti di miracolose cure per il cancro, l’impotenza, l’influenza o semplicemente per i postumi da sbornia.

Come denuncia Anpana,l’Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente, la conta di questo eccidio è preoccupante: quest’anno 825 rinoceronti sono stati uccisi nel solo Sudafrica dai bracconieri a fronte di 100 bracconieri catturati. Altri 40 sono stati uccisi tra Kenya e Namibia. Sono cifre preoccupanti se si pensa che oggi la popolazione di questi animali è scesa del 90% rispetto al 1960 e già molte altre specie sono estinte o a serio rischio estinzione oin tutto il conteninente africano.

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Si è provato di tutto per limitare la domanda di polvere di corno, che proviene quasi esclusivamente dal mercato Asiatico. Dai microchip per tenere sotto controllo ogni singolo corno, alla contaminazione con parassiti che infetterebbero anche chi utilizzerà la polvere, da accordi tra Paesi africani con quelli asiatici a campagne mediatiche per spiegare e convincere che non vi è alcun fondamento nell’utilizzo della polvere. Eppure, nulla è sembrato efficace.

E ad oggi, dei 25.000 rinoceronti censiti nel Continente Nero, se ne perdono quasi 1.000 ogni anno, senza parlare del fatto che i corni vengono estratti ai poveri animali quando sono ancora vivi. Un ulteriore supplizio a cui occorre porre fine.

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