Calano gli acquisti di prodotti griffati ma crescono quelli eco-sostenibili

di Luca Scialò del 14 luglio 2013

Un po’ per la crisi, ma anche per effetto di un cambiamento culturale che pian pian sta facendo breccia nella mentalità del nostro popolo, gli italiani scoprono il pollice verde anche sugli acquisti, rinunciando alle griffe e scegliendo prodotti dall’alto valore ambientale.

A confermare questo quadro di mutato orientamento nei consumi in Italia è anche l’indagine ‘Un Paese un po’ più green: dalla green economy alla green society” realizzata da Swg, che oggi riprendiamo in quanto ben fotografa un fenomeno silenzioso che sta cambiando la mappa dei consumi nella penisola.

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In particolare, spiega Enzo Risso, direttore Swg, “si sta rimodulando il modo di fare acquisti: il 18% delle famiglie non butta via più niente e il 35% guarda sempre le date di scadenza degli alimenti“.

Allo stesso tempo, però, “gli italiani stanno trasferendo la qualità del prodotto dal tema della griffe, della marca, del brand, al tema della qualità ambientale. Guardando i dati al consumo, infatti, sono calati gli acquisti delle griffe ma non sono calati invece di molto gli acquisti per il biologico e di altri prodotti verdi“.

FOCUS: Consumatori disposti a pagare di più se green?

La ricerca però rivela anche come il tema ambientale sia diventato un modo di essere, uno stile di vita degli italiani. Tanto che essi iniziano a pensare che si può spendere anche un po’ di più per prodotti ecologici. La ricerca dimostra che “c’è una disponibilità a pagare tra il 5-7% in più per un prodotto cosiddetto green”.

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