Caldo e afa riducono anche la produzione di energia solare

by Luca Scialò on 19 aprile 2016

Può sembrare controintuitivo, ma è così: caldo e afa non portano necessariamente a produrre più energia solare, bensì al contrario.

Il 2015 è stato l’anno più caldo di sempre, con punte record nel periodo estivo. O quanto meno, da quando si effettuano le registrazioni delle temperature.

In mezzo ai tanti svantaggi che l’aumento delle temperature provoca a livello globale (basti pensare allo scioglimento dei ghiacci polari e all’innalzamento dei livelli del mare), qualche vantaggio lo si dovrà pur registrare: intuitivamente, qualcuno di voi avrà pensato all’aumento dell’energia solare che potrà essere prodotta in virtù del surriscaldamento terrestre.

E invece non è esattamente così: non è detto che giornate di sole forte siano garanzia di produzione energetica maggiore da parte dei pannelli solari.

Come ha spiegato Giovanni Campaniello, esperto in efficientamento energetico e fondatore e amministratore unico di Avvenia, azienda leader nel settore della White Economy e della sostenibilità ambientale: ”Sembra un paradosso, ma questa estate caratterizzata da temperature eccezionali non favorisce la produzione di energia solare, che anzi diminuisce, poiché l’estremo calore ha un effetto perturbatore sull’efficienza delle celle solari e, nonostante la presenza costante di un sole rovente, i pannelli alla fine producono di meno”.

Ma come è possibile questo? L’efficienza energetica delle celle solari dipende proprio dalla temperatura, giacché in presenza di temperature molto elevate, mentre la corrente aumenta leggermente, la tensione di contro diminuisce. Pertanto, l’energia e la potenza che ne risultano sono ridotte, alla fine il risultato è meno energia solare.

Stessa sorte per la produzione di elettricità di origine nucleare, anch’esse frenate dal calore eccessivo. Insomma, l’afa abbatte anche le tecnologie preposte alla produzione di energia; e non solo esseri umani, animali o vegetali.

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