Car sharing e tedeschi: è amore

di Luca Scialò del 3 novembre 2013

Pur essendo la patria di molti noti marchi automobilistici, la Germania vanta anche il successo di un altro fenomeno legato all’automobile: il car sharing.

Dietro questa necessità, secondo il Wuppertal Institute Collaborating Center su consumo e produzione sostenibili (CSCP), c’è il fatto che “i giovani di oggi vogliono essere liberi e mobili, e preferiscono non rinchiudersi in un veicolo“.

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Un tempo l’automobile era ‘il simbolo dell’indipendenza acquisita con l’età adulta. Oggi tale assunto sta perdendo sempre più valore, anche perché i ragazzi si muovono sempre più su larga scala, con viaggi al di fuori del proprio Paese, grazie ai voli low cost. L’auto, per la loro mobilità, è vista quasi come un peso.

Dunque sembra che l’auto non sia più per i giovan,i, almeno in Germania, come testimonia l’aumento dell’età media degli acquirenti di veicoli nuovi: si è passati dai 46 anni del ’95 ai 52 anni del 2013. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Fraunhofer, il numero di automobili in Germania si dimezzerà entro il 2050.

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In questo panorama si sta affermando il fenomeno sociale del car sharing, ossia la condivisione dell’auto con altre persone, sia durante la giornata per muoversi in città, sia per viaggi più lunghi. In questo modo si risparmia tanto, niente più costi fissi di manutenzione e assicurazione per chi non ha l’auto, e la condivisione delle spese per chi l’auto ce l’ha, ma non la usa spesso.

La tecnologia viene incontro a questa tendenza, con app da installare sul proprio smartphone. Basta un click e si trova il punto più vicino in cui poter prenotare un passaggio per un tratto di strada. Ogni persona che si offre ha anche dei feed che ne attestano la serietà e l’attendibilità. La fattura viene poi inviata via e-mail o si può pagare in contanti al momento.

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Dunque il car sharing in Germania sta impazzando: alla fine del 2011 c’erano circa 260.000 registrati al servizio; all’inizio di quest’anno erano già più di 450.000. Secondo alcune stime diventeranno 2 milioni entro il 2020. A Berlino, ad esempio, il 46% delle persone preferisce non utilizzare l’auto e delle 12.000 auto condivise a livello nazionale, ben 2.300 si trovano nella capitale.Tre operatori si contendono lo scettro, DriveNow, Car2go e Multicity, contribuendo a rendere il meccanismo del car sharing ancora più diffuso.

Parlandon alcuni, emergone l’entusiasmo per questa scelta. Per Constanze Siedenburg, graphic designer, la sua vita ruota intorno alla zona dove abita e alla famiglia. Dunque preferisce non avere un’auto privata.

Lorenz-Meyer, imprenditrice web e madre separata, ha venduto la sua auto e ora la affitta solo quando le serve. Ecco la testimonianza di quest’ultima: “Grazie al car sharing ho incontrato varie persone, ognuna con la propria storia. Certo, l’unico inconveniente dei passeggeri è che devono ascoltare i suoi vecchi CD. Ma viaggiare in questo modo è più interessante, più stimolante, più vario“.

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La rinuncia all’auto non impera solo a Berlino, anche a Karlsruhe, Düsseldorf, Monaco di Baviera e Stoccarda sempre più persone cominciano a considerare il car sharing come una valida alternativa all’auto privata. E anche le aziende stanno cominciando ad accorgersene.

Senza raggiungere le cifre di New York, dove il 56% delle persone utilizza questo servizio, anche da noi in Italia, nonostante una crisi sempre più spaventosa e mezzi di trasporto poco affidabili, questa usanza sta provando a svilupparsi.

E’ comunque ancora un fenomeno elitario che è presente solo a Roma e a Milano, dove comunque, nonostante tutto, è arrivato anche il primo operatore privato di car sharing, che si affianca alla municipalizzata dei trasporti con Car2Go.

Per ora sembra un successo ma staremo a vedere…

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